Libia: il generale Haftar annuncia la liberazione di Bengasi dall’Isis Sconfitte le ultime sacche di resistenza, festaggiamenti in città. L'alto ufficiale: "Inizia una nuova era di stabilità, pace e prosperità"

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L’Isis, a un passo dalla sconfitta a Mosul e sotto pressione a Raqqa, perde un’altra delle sue roccaforti: Bengasi, in Libia. Ad annunciare la liberazione della città è stato il generale Khalifa Haftar, ex comandante gheddafiano e uomo forte della Cirenaica. “Bengasi entrerà in una nuova era di stabilità, prosperità e pace. Gli sfollati torneranno a casa”, ha detto Haftar in un discorso trasmesso in tv a tarda sera.

In città vi sono stati fuochi artificiali e spari per festeggiare. In giornata il generale aveva fatto annunciare che le sue milizie erano riuscite ad espugnare anche la zona di Sabri, un quartiere sul mare della città portuale e “ultima roccaforte dei terroristi a Bengasi”. Per liberare Bengasi dai jihadisti, Haftar aveva lanciato l’ “Amaliyet al Karama“, l’Operazione Dignità, già nel maggio 2014. Nonostante molti annunci di imminente successo fatti già due anni fa, le sue milizie però avevano sempre dovuto scontrarsi con sacche di resistenza.

A restare asserragliati in interi quartieri sono stati jihadisti di vario tipo: dai dichiarati tagliagole dell’Isis alle meno connotabili “Soraya Difaa Benghazi” – le “Brigate di difesa di Bengasi” (Bdb) che hanno annunciato lo scioglimento il mese scorso – passando per la Shura dei rivoluzionari della città.

Il generale è uno protagonista della crisi libica e, sebbene parte della la comunità internazionale e l’Onu sostengano il governo di unità nazionale del premier Fayez Al Sarraj, si stanno intensificando le esortazioni a coinvolgerlo maggiormente in una soluzione dello stallo in corso. Un coro motivato anche dai successi militari che il generale ha ottenuto di recente contro milizie rivali pure nel contro-sud del Paese. Il ministro italiano degli Esteri, Angelino Alfano, fin da gennaio ha ricordato che l’Italia è stata la prima a dire che “un ruolo ad Haftar occorre darlo”. Un concetto ribadito la settimana scorsa in un’intervista dal capo della diplomazia francese: il generale “è parte della soluzione”, ha constatato Jean-Yves Le Drian.

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