Libero scambio: c’è l’intesa di massima fra Unione europea e Giappone Accordo raggiunto alla vigilia del G20, si punta a chiudere entro fine anno. L'Ue potrà accedere agli appalti pubblici nipponici

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L’Unione europea ha raggiunto con il Giappone un accordo di massima sul libero scambio. Un messaggio chiaro agli Usa di Trump, e a chi, Paesi Ue inclusi, ha messo in dubbio la capacità dell’Europa di stringere intese commerciali dopo le difficoltà emerse con il Canada e gli stessi Stati Uniti.

L’intesa raggiunta tra la commissaria al commercio Cecilia Malmstroem e il ministro degli esteri giapponese Fumio Kishida, salvo sorprese, dovrà essere confermata ai massimi livelli durante il vertice Ue-Giappone dai presidenti Donald Tusk e Jean-Claude Juncker per i 28 e dal premier giapponese Shinzo Abe. Cuore dell’intesa, le misure su auto e agroalimentare. Il nuovo trattato commerciale prevede infatti l’eliminazione, su un arco temporale ampio, del 99% di dazi e barriere commerciali tra Ue e Giappone. Per il settore automobilistico, il punto di svolta è l’armonizzazione degli standard tecnici, che di fatto darà al “blocco” Ue-Giappone la leadership mondiale nella definizione delle auto del futuro.

Per tutelare l’industria europea si prevede un periodo di transizione fino a 7 anni prima dell’apertura del mercato Ue, mentre ci sono provvedimenti importanti anche sui pezzi di ricambio dove l’Europa è l’esportatore n.2 in Giappone. Sul fronte dell’agroalimentare, i negoziatori europei sono riusciti non solo a strappare il riconoscimento di 205 denominazioni di origine tra Igp e Dop, tra cui 130 vini, ma anche il ritiro progressivo dal mercato nipponico di quelle “fake”. C’è poi l’abolizione delle tariffe sui formaggi a pasta dura e su pasta e prodotti da forno, e una riduzione sulla carne di manzo e maiale. Inoltre gli europei avranno accesso a tutti gli appalti pubblici giapponesi. Manca l’accordo, invece, sulla Corte d’arbitrato per la protezione degli investimenti, che per ora resta fuori. Testi e dettagli devono ancora essere ultimati, e si punta a concludere entro fine anno. La firma formale dell’accordo arriverà quindi ancora dopo.

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