Migranti, boom di richieste d’asilo in Italia. E l’Austria smorza i toni: “Non invieremo militari al Brennero” Secondo i dati forniti dall'Easo, nel 2016 le domande sono state 122.960. Il direttore Carreira: "Molte persone non sono idonee per ricollocamento"

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richieste d'asilo

A conferma di un’emergenza continua sul territorio italiano, legata al costante afflusso di migranti entro i confini del nostro Paese, arrivano non solo le affermazioni delle autorità nazionali ma anche i numeri forniti dall’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo (Easo) che, a riprova delle oggettive difficoltà nel fronteggiare i continui sbarchi, testimoniano dal punto di vista statistico le percentuali di richieste d’asilo arrivate nel Bel Paese. Secondo quanto riferito dall’Easo, infatti, l’Italia ha ricevuto complessivamente 122.960 domande d’asilo nell’anno 2016, addirittura il 47% in più rispetto all’anno precedente.

Le richieste d’asilo

C’è poi un altro dato che, in modo ancor più esemplificativo, la dice lunga sull’emergenza migranti nella Penisola: le quasi 123 mila richieste d’asilo arrivate in Italia, il 22% delle quali provenienti da persone di nazionalità nigeriana, rappresentano il 9,5% del totale europeo. Numeri altissimi anche in Germania, alla quale sono arrivate 745.155 domande (il 58% in più dello scorso anno per il Paese tedesco e il 58% complessivo dell’Europa). A livello generale, ha osservato l’Easo, i numeri sono in calo rispetto al 2015: il 7% in meno, a fronte di quasi 1,3 milioni di richieste contro il numero di 1,4 milioni dell’anno precedente. I richiedenti asilo provengono in maggioranza dalla Siria, ai quali seguono immigrati afghani, iracheni, pachistani e nigeriani.

Carreira: “Per intervenire serve l’autorizzazione dell’Italia”

Nel rapporto di 160 pagine redatto dall’agenzia dell’Ue, viene evidenziato che la rotta del Mediterraneo centrale è stata la principale via di percorrenza per i migranti, provenienti per la maggior parte dall’Africa subsahariana e dal Corno d’Africa, molti dei quali “individuati mentre passavano illegalmente la frontiera” i quali, secondo l’Easo, sono stati 181.459 (con aumento del 18% rispetto al 2015). In questo contesto, l’Italia resta il Paese che, maggiormente, risulta essere punto d’approdo per i migranti diretti in Europa. Il problema dell’Italia, come spiegato dal direttore esecutivo, José Carreira, “è che molte persone non sono idonee per ricollocamento” tra Stati membri dell’Ue e, tenendo conto di questo, l’Italia dovrebbe farsene carico. Per fornire aiuto e assistenza al Paese, ha concluso l’Easo, “abbiamo bisogno dell’autorizzazione dell’Italia, altrimenti non possiamo intervenire”.

Brennero, cala la tensione

Nel frattempo, dopo le tensioni della giornata del 4 luglio, si placano i toni fra Austria e Italia sulla questione Brennero. Il cancelliere Christian Kern, infatti, ha fatto sapere che “l’Austria non eseguirà alcun controllo ai confini del Brennero al momento e non sta per ricorrere all’impiego dell’esercito nell’immediato”, placando la polemica dei giorni scorsi sul nodo del confine. Della decisione di Vienna si è detto soddisfatto il presidente della Commissione europea, Antonio Tajani, il quale ha spiegato che “è privo di qualsiasi senso inviare carri armati alle frontiere. E’ una scelta saggia avere cambiato posizione. Le frontiere esterne vanno difese, non quelle interne”.

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