Crisi nel Golfo: consegnata la riposta del Qatar alle 13 richieste dei 5 Paesi arabi Non si hanno informazioni sul contenuto della replica. Nei giorni scorsi Doha aveva definito come "irrealistica" e "lesiva" la lista

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Il ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed ben Abderrahman al-Thani, ha consegnato all’emiro del Kuwait, Sabah al Ahmad al-Sabah, la risposta ufficiale di Doha alla lista di 13 richieste presentate da Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Egitto e Yemen, dopo la rottura dei rapporti diplomatici con il governo qatariota. Ignorata quindi la proroga di 48 ore concessa dai Paesi arabi. Accusata di terrorismo, Doha ha già fatto sapere di ritenere irrealistiche, lesive e non pertinenti le richieste ricevute.

Lo scorso 5 giugno l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi, il Bahrein e l’Egitto hanno interrotto le relazioni diplomatiche e le comunicazioni con il Qatar, accusandolo di sostenere la jihad e di interferire nei loro affari interni. Più tardi si sono aggiunte al gruppo anche Maldive, Mauritius e Mauritania mentre Giordania e Gibuti hanno ridotto il livello delle loro missioni diplomatiche in Qatar. La scorsa settimana il Kuwait, in qualità di mediatore, ha consegnato a Doha le richieste dell’Arabia Saudita, dell’Egitto, degli Emirati Arabi Uniti e del Bahrein.

La lista si compone di tredici punti: 1) Chiusura immediata dell’emittente tv Al-Jazeera, anche nell’edizione in lingua inglese. 2) Rottura delle relazioni diplomatiche con l’Iran, chiusura delle sedi diplomatiche, espulsione dei membri della Guardia rivoluzionaria iraniana e fine di qualunque cooperazione militare con Teheran. 3) Interrompere qualunque legame con i Fratelli Musulmani, lo Stato islamico, al-Qaeda e gli Hezbollah libanesi dichiarandoli formalmente “gruppi terroristici”. 4) Chiusura anche delle altre tv finanziate direttamente o indirettamente da Doha, tra cui Arabi21, Rassd, al-Araby al-Jadeed e Middle Est Eye. 5) Fine alla presenza militare turca in Qatar e conseguente stop a qualunque cooperazione militare congiunta. 6) Interruzione dei finanziamenti a individui, gruppi e organizzazioni ritenuti “terroristi” da Arabia Saudita, Eau, Egitto, Bahrein, Usa e altri Paesi. 7) Rimandare nei loro Paesi d’origine “elementi terroristi” e persone originarie di Arabia Saudita, Emirati, Egitto e Bahrein. Congelare i loro beni e fornire ogni informazione richiesta su loro residenza, spostamenti e finanze. 8) Non concedere più la cittadinanza a persone ricercate in Arabia Saudita, Eau, Egitto e Bahrein. Revocarla a chi già ce l’ha perchè “viola” le leggi di questi Paesi. 9) Porre fine a ogni contatto con l’opposizione politica di Arabia, Eau, Egitto, Bahrein e consegnare tutte le informazioni relative a contatti con ‘vecchi gruppi d’opposizione’. 10) Risarcire e indennizzare le vite e i soldi persi a causa delle politiche del Qatar negli ultimi anni. 11) Consentire verifiche mensili per un anno e trimestrali per un altro anno, in modo da controllare che il Qatar rispetti quanto gli è stato imposto. 12) Accettare di essere “sorvegliato” nei prossimi 10 anni. 13) Allinearsi agli altri Paesi del Golfo e arabi sul piano militare, politico, sociale ed economico.

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