Addio a Simone Veil, primo presidente dell’Europarlamento Figura istituzionale ma ha la responsabilità di aver voluto la legge sull'aborto in Francia

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Si è spenta a quasi 90 anni Simone Veil, figura storica della politica francese, accademica di Francia e primo presidente del Parlamento europeo. Lo ha comunicato il figlio Jean: “Mia madre è morta questa mattina al suo domicilio” ha annunciato ricordando che “avrebbe compiuto 90 anni il prossimo 13 luglio”. Di religione ebraica, durante la II Guerra mondiale fu deportata ad Auschwitz dai nazisti. Aveva 16 anni e riuscì miracolosamente a sfuggire alla morte, diventando poi per i francesi la memoria della Shoah. Figlia di un avvocato, Simone Jacob era nata a Nizza nel 1927, in una famiglia borghese; arrestata insieme a tutta la famiglia nel 1944, finì con sua madre e la sorella Madeleine ad Auschiwitz-Birkenau. La famiglia ne risultò decimata: non tornarono la madre, il padre e neppure il fratello. Dopo la tragedia, rientrata a Parigi, Simone riprese a studiare e, conseguita la laurea in diritto, sposò Antoine Veil nel 1946. I due ebbero tre figli. Nel 1956 Simone Veil decise di lasciare la professione di avvocato.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha espresso il suo cordoglio via Twitter: “Vive condoglianze alla famiglia di Simone Veil. Possa il suo esempio ispirare i nostri compatrioti, era il meglio della Francia”. Anche il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, come ha riferito un portavoce, ha scritto a Macron, per “esprimere profonda tristezza e riconoscenza per tutto quello che Simon Veil ha apportato al progetto europeo”.

Veil, di orientamento di centrodestra, fu eletta presidente del Parlamento europeo di Strasburgo nel 1979 e oggi tutti la ricordano come una grande figura istituzionale. Ma è stata anche una figura di primo piano della Quinta Repubblica, con responsabilità gravissime. Nel 1974, infatti, da ministro della Sanità del governo di Jacques Chirac, sotto la presidenza di Valery Giscard d’Estaing (quello, per intenderci, che rifiutò di inserire nella Costituzione europea ogni riferimento alle radici giudaico-cristiane dell’Europa) fu la promotrice della legge sull’aborto. Il 26 novembre tenne il suo discorso dalla tribuna dell’Assemblea Nazionale, in occasione dei tre giorni di dibattito per approvare la legge, discorso tenuto dinanzi 9 donne e 481 uomini. Nella sua autobiografia scrisse che “di fronte a un ambiente conservatore molto marcato (la classe medica), rappresentavo la triplice sfida di essere una donna, favorevole alla legalizzazione dell’aborto ed essere ebrea”. Il suo discorso fu applaudito dalla sinistra. Durante il dibattito la legge fu paragonata a quelle naziste ma nonostante il voto contrario di gran parte della maggioranza di governo (due terzi), il 29 novembre 1974 la legge fu approvata con 284 voti a favore contro 189 grazie proprio alla sinistra e al centro. La legge Veil fu promulgata il 17 gennaio 1975 e autorizzerà l’interruzione della gravidanza in Francia per cinque anni fino alla promulgazione definitiva il 31 dicembre 1979. Provocando, da allora, la morte di milioni di bambini.

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