Caos partecipate: la Multiservizi licenzia 669 dipendenti. Raggi: “Non lo sapevo” La società, controllata per il 51% da Ama, rischia di non aggiudicarsi l'appalto per le pulizie in Atac. Corsa contro il tempo per il reintegro dei lavoratori

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Multiservizi Raggi

Nuova grana legata alle partecipate per la sindaca di Roma, Virginia Raggi: la prima cittadina pentastellata, infatti, si è ritrovata a fare i conti con la notizia del licenziamento di ben 669 dipendenti della Roma Multiservizi, la società partecipata al 51% da Ama e, per la restante parte, da Manutencoop. Una lettera, come spiegato dalla stessa sindaca, della quale non era a conoscenza e che l’ha costretta a intraprendere una corsa contro il tempo per offrire una soluzione agli operai rimasti fuori organico. D’altronde, gli scarsi ricavi dei mesi scorsi avevano già indotto la Multiservizi a licenziare altri dipendenti (303, impiegati nel subappalto delle pulizie per le scuole statali), operando peraltro sensibili riduzioni negli stipendi per altre 429 persone. La società, destinataria di un appalto di Atac per la pulizia di depositi e stazioni, a oggi, ritiene di non aver note “le aggiudicazioni delle procedure di gara… né tantomeno la circostanza se le eventuali aziende subentranti applichino il contratto nazionale per i dipendenti… al fine di poter azionare la procedura di passaggio d’appalto così da scongiurare, o quantomeno ridurre, l’esubero occupazionale oggi denunciato”.

Esuberi e proteste

In sostanza, la società ritiene concreta la possibilità di non riuscire ad aggiudicarsi uno dei 14 lotti inseriti nel bando (con scadenza al 31 luglio) per le operazioni di pulizia nelle sedi e nei depositi della municipalizzata dei trasporti. Il nodo per il Comune, a questo punto, riguarda il tentativo di riassorbimento dei lavoratori a fronte di una problematica che, già nei mesi scorsi, aveva dato segnali concreti al Campidoglio, dove gli stessi lavoratori della Roma Multiservizi si erano recati a dicembre per protestare contro la giunta. L’intento iniziale del Comune era di assorbire i dipendenti della RM addirittura in Ama, ipotesi tuttavia accantonata in favore dell’eventualità di un’acquisizione totale da parte del Campidoglio. La questione, a ogni modo, era rimasta in sospeso.

Nodo Multiservizi

A questo punto, il termine resta quello del 31 luglio: un mese esatto di tempo per tentare il rimpasto del personale e risolvere una grana che rischia di rivelarsi decisamente complessa. La Roma Multiservizi conta quasi 4 mila dipendenti e, la mancata aggiudicazione della gara d’appalto, ha portato a esuberi massicci i quali, non potendo essere oggetti di reimpiego, sono coincisi con i licenziamenti. Conseguenza del cosiddetto “spacchettamento” ma non riconducibile al decreto Madia (che ha tacciato Raggi di inesattezze), come avanzato dal Campidoglio nell’ambito dell’assemblea sulla Multiservizi del 6 giugno scorso, nella quale era stata preventivata una gara “a doppio oggetto” (creazione di una nuova azienda con partnership privata), ritenuta la soluzione “la soluzione tecnicamente e giuridicamente migliore”.

 
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