Egitto: dall’Ateneo di al Azhar una proposta di legge contro l’uso della violenza in nome della fede Il ddl, frutto del lavoro di alcuni studiosi e annunciato dal Grande Imam al Tayyb, è stata presentato ad Al Sisi. Così la massima autorità accademica del mondo sunnita prende le distanze dall'integralismo

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Dall’Università di al Azhar, principale centro teologico-accademico dell’islam sunnita, arriva una proposta di legge per contrastare le violenze e le propagande di odio settario giustificate in nome della religione. Il testo è stato sottoposto dagli studiosi all’attenzione degli uffici della Presidenza della Repubblica egiziana.

Lo ha riferito lo sheikh Ahmed al Tayyib, Grande Imam di al Azhar, specificando che il progetto di legge punta a riaffermare la totale incompatibilità tra la violenza giustificata con argomenti religiosi e la legge islamica. Il progetto di legge – riferisce l’agenzia vaticana Fides -, approvato dagli studiosi di al Azhar e poi presentato alla fine della scorsa settimana ai collaboratori del presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi, punta a ridurre le manifestazioni di odio e di intolleranza promosse da gruppi estremisti e a riproporre il principio di cittadinanza come base di una convivenza pacifica e feconda tra connazionali appartenenti a diverse componenti religiose.

Il Comitato che ha lavorato alla bozza del disegno di legge, guidato da Mohamed Abdel Salam – consulente giuridico del Grande Imam di al Azhar – era stato costituito lo scorso 13 maggio, ed era composto da cinque studiosi, specializzati in diversi settori giuridici. Nella stesura della bozza di legge, i membri del Comitato hanno tenuto conto di testi di riferimento universale come la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, oltre che della Costituzione egiziana e delle disposizioni di diritto penale vigenti in Egitto. Il disegno di legge evita di entrare nel dettaglio delle singole pene da infliggere a chi si rende responsabile di istigazione all’odio religioso e dei crimini ad esso collegati, che andranno specificate ad opera dell’autorità giudiziaria. L’iniziativa ha il palese obiettivo di esprimere una netta presa di distanze di al Azhar – che il 28 aprile scorso ha accolto in visita papa Francesco – nei confronti di teorie e propagande che in seno alla comunità islamica giustificano l’odio e la violenza citando il Corano e facendo uso di argomenti religiosi.

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