Roma, dagli scavi della metro emerge una “mini-Pompei” Ritrovati due ambienti di età imperiale andati a fuoco e ben conservati. C'è anche lo scheletro di un cane

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Dal cantiere di realizzazione della Linea C della metro di Roma emerge uno scenario “pompeiano”. Due ambienti della media età imperiale che, a causa di un incendio contengono ancora conservate parti del solaio ligneo e del mobilio. Il materiale rinvenuto “si conserva solo in eccezionali condizioni ambientali e climatiche – spiegano dalla soprintendenza speciale di Roma -, oppure a seguito di eventi speciali come ad esempio accaduto a Ercolano e Pompei. La scoperta del solaio ligneo carbonizzato rappresenta un unicum per la città”.

I reperti

Dallo scavo in via dell’Amba Aradam, è emerso anche lo scheletro di un cane, accucciato davanti una porta e “verosimilmente rimasto intrappolato nell’edificio al momento dell’incendio”. Trovato anche un pregevole pavimento a mosaico bianco e nero. “Quello che avvicina questo ritrovamento a Pompei è che abbiamo testimonianza di un momento della storia – spiega il sovrintendente Francesco Prosperetti -. L’incendio che ha fermato la vita in questo ambiente ci permette di immaginare la vita in un momento preciso”.

Lo scavo

L’area dello scavo, diretto dall’archeologa Simona Morretta ed eseguito dalla Cooperativa Archeologia, è ancora in corso; interessa la parte sud del Celio, il colle sul quale, in età imperiale, nacquero lussuose ville aristocratiche e una serie di edifici militari. Iniziata nel dicembre del 2016, l’indagine ha messo in luce, a circa 9 metri dal piano stradale, due ambienti, databili agli inizi del II secolo d. C. Negli strati più alti sono state trovate ampie parti di un mosaico pavimentale in bianco e nero del piano superiore dell’edificio e frammenti di intonaco dipinto delle pareti. L’incendio ha conservato travetti di legno rettangolari, cui erano attaccate le canne che permettevano il fissaggio degli intonaci al solaio e ai muri.

Le cause dell’incendio

A scatenare l’incendio, forse un terremoto. A tal riguardo si aspetta la verifica da parte dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

 

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