“Un teatro d’opera oggi, fra passato e futuro”: presentata la stagione 2017-18 10 produzioni d’opera (di cui 7 nuovi allestimenti) per 78 recite, 6 spettacoli di balletto (di cui un nuovo allestimento) per 46 recite e 4 concerti sinfonici

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E’ stata presentata la stagione 2017/18 del Teatro dell’Opera di Roma. Un palinsesto ricco e articolato tra decine di opere, balletti, concerti sinfonici, tournée e molto altro.

La stagione operistica

La stagione operistica 2017-18 del Teatro dell’Opera di Roma continua sulle linee guida che hanno segnato gli scorsi anni. Ci sembra – si legge nel sito del teatroTeatro Costanzi, dal nome del suo artefice, dedicato all’opera lirica e al balletto e diretto dal 2015 da Eleonora Abbagnato – di essere riusciti a convincere coloro che ci seguono con affetto da molti anni, ma anche ad avvicinare un pubblico nuovo, e specialmente giovanile, all’opera, questa forma di spettacolo che arriva da un passato lontano e che ha saputo attraversare epoche e linguaggi diversi, mantenendo una sua specificità. In particolare la rilettura di melodrammi noti, che molti registi hanno saputo elaborare in maniera del tutto nuova, ha suscitato grande favore, insieme a un confronto di opinioni che testimonia la viva partecipazione del nostro pubblico, si legge nel sito. Questa rilettura dei capolavori sette-ottocenteschi è stata accostata a titoli del Novecento e anche contemporanei: un’apertura al nuovo che ritornerà nei prossimi mesi.

Proponiamo quest’anno al nostro pubblico 10 produzioni d’opera (di cui 7 nuovi allestimenti) per 78 recite, 6 spettacoli di balletto (di cui un nuovo allestimento) per 46 recite e 4 concerti sinfonici. Se a questi numeri aggiungiamo la stagione di Caracalla 2018 per la quale prevediamo tre titoli per 25 recite, si superano le 150 recite. Queste cifre confermano dunque la crescita del Teatro, in linea con gli aumenti già registrati nelle ultime stagioni.

La damnation de Faust

La prima opera in scena per la stagione 2017-18 manca dal Teatro dell’Opera di Roma da più di sessant’anni: La damnation de Faust di Hector Berlioz, eseguita l’ultima volta nel 1955 diretta da Franco Capuana, torna (6 recite dal 12 al 23 dicembre 2017) in un nuovo allestimento, in coproduzione con il Regio di Torino e il Palau de Les Arts di Valencia. Il mito del Faust raccontato da Goethe acquista nuove tinte in questa versione, non a caso ideata dal compositore francese più vicino al clima romantico tedesco. L’opera vedrà impegnati il direttore Daniele Gatti e il regista Damiano Michieletto. Tornano così due artisti che hanno avuto grande successo nella scorsa stagione, il primo con il Tristan und Isolde inaugurale, il secondo con un intelligente, personalissimo allestimento de Il viaggio a Reims di Rossini. Le scene saranno di Paolo Fantin, i costumi di Carla Teti, le luci di Alessandro Carletti. Tra gli interpreti Pavel Černoh, Alex Esposito, Veronica Simeoni e Goran Jurić.

I masnadieri di Verdi

Molto rara, e anch’essa con ascendenze tedesche e romantiche, è la seconda opera in cartellone. Solo un’altra volta (nel lontano 1972, diretta da Gavazzeni con la regia di Missiroli) I masnadieri di Verdi, su un libretto tratto da Schiller, erano approdati al Costanzi. Ritornano in un nuovo allestimento (6 recite dal 21 gennaio al 4 febbraio 2018), diretti da Roberto Abbado, ormai di casa al nostro Teatro, e con Massimo Popolizio che debutta così nella regia d’opera. Riccardo Zanellato, Stefano Secco (che si alterna con Andeka Gorrotxategi) Artur Ruciński e Roberta Mantegna interpretano questo lavoro dalle forti tinte drammatiche, di rara esecuzione. Motivo di particolare interesse sta anche nel fatto che si tratta della prima opera con cui un Verdi trentaquattrenne debuttò all’estero, per giunta sull’importante piazza di Londra, nel 1847.

La sonnambula di Vincenzo Bellini

La sonnambula di Vincenzo Bellini (6 recite dal 18 febbraio al 3 marzo) vede il ritorno sul podio di Speranza Scappucci, dopo il successo ottenuto col Così fan tutte nel gennaio scorso, e la regia di Giorgio Barberio Corsetti, regista già ben noto al pubblico dell’opera. Anche questo un nuovo allestimento, in coproduzione con il Teatro Petruzzelli di Bari, e con il ritorno di una regina di questo repertorio, Jessica Pratt, protagonista lo scorso anno della Linda di Chamounix; con lei si alternerà Jessica Nuccio; il ruolo del Conte Rodolfo sarà interpretato da Riccardo Zanellato e Dario Russo, quello di Teresa da Reut Ventorero e Juan Francisco Gatell sarà Elvino.

Cavalleria rusticana / Pagliacci di Rizzi

Il dittico Cavalleria rusticana / Pagliacci (5 recite dal 5 al 15 aprile) è un appuntamento sempre atteso dagli amanti dell’opera. Viene proposto diretto da Carlo Rizzi, in un nuovo allestimento, in coproduzione con il San Carlo di Napoli, molto atteso anche per la regia di Pippo Delbono, al debutto all’Opera di Roma. In Cavalleria rusticana canteranno Anita Rachvelishvili (Santuzza), Martina Belli (Lola), e Alfred Kim (Turiddu); George Gagnidze e Gevorg Hakobyan si alterneranno come Alfio e Anna Malavasi sarà Lucia. In Pagliacci Fabio Sartori e Diego Cavazzin canteranno il ruolo di Canio, Carmela Remigio sarà Nedda, George Gagnidze e Gevorg Hakobyan interpreteranno la parte di Tonio.

Billy Budd di Benjamin Britten

Un grande capolavoro del Novecento Billy Budd di Benjamin Britten viene presentato per la prima volta a Roma (5 recite dall’8 al 15 maggio). James Conlon dirigerà il nuovo allestimento (una coproduzione col Teatro Real di Madrid, l’Opéra National di Parigi e la Finnish National Opera) mentre l’ambigua, inquietante vicenda del marinaio narrata da Herman Melville sarà raccontata dalla regia coinvolgente di Deborah Warner, una delle più quotate registe di opera di oggi. Jacques Imbrailo sarà nel ruolo del titolo, Toby Spence il Capitano Vere, John Relya sarà Claggart.

La bohème pucciniana

La stagione ripropone anche un titolo pucciniano molto amato dal pubblico, in un nuovo allestimento coprodotto con il Regio di Torino. La bohème (11 recite dal 13 al 24 giugno) sarà diretta da Henrik Nánási (con cui si alternerà Pietro Rizzo) e avrà la regia di Àlex Ollé (La Fura dels Baus). Anita Hartig, Victoria Yeo e Roberta Mantegna si alterneranno nel ruolo di Mimì, Giorgio Berrugi e Ivan Ayon-Rivas in quello di Rodolfo, Olga Kukchynska e Valentina Naforniţă saranno Musetta, nella parte di Marcello canteranno Massimo Cavalletti e Alessandro Luongo. Anche a questa, come alla precedente produzione, prenderà parte la Scuola di Canto Corale del Teatro dell’Opera di Roma diretta dal maestro José Maria Sciutto.

Mozart

E poi due capolavori di Mozart. Barrie Kosky e Suzanne Andrade firmano a quattro mani l’allestimento di Die Zauberflöte della Komische Oper di Berlino, con la direzione di Henrik Nánási (8 recite dal 9 al 17 ottobre). Uno spettacolo strabiliante, che include parti di film d’animazione ed è reduce da un grandissimo successo in tutto il mondo, dagli USA a Edimburgo a Pechino. Tra gli interpreti Amanda Forsythe e Kiandra Howarth come Pamina; Ben Bliss e Giulio Pelligra come Tamino. Christina Poulitsti e Olga Pudova canteranno il ruolo della Regina della Notte, Sarastro sarà interpretato da Antonio Di Matteo e Gianluca Buratto, Papageno da Alessio Arduini e Joan Martín-Royo e Monostatos da Andrea Giovannini.

Le nozze di Figaro

Molto attesa è anche la seconda lettura della trilogia Mozart/da Ponte proposta da Graham Vick dopo il Così fan tutte dello scorso inverno. Le nozze di Figaro (10 recite dal 30 ottobre all’11 novembre) in questo nuovo allestimento saranno dirette da Stefano Montanari, reduce dal recentissimo successo del Viaggio a Reims. Insieme, direttore e regista riusciranno certamente a dare tutto il brio necessario alla “folle giornata” del più musicato dei barbieri!

Nella parte del Conte di Almaviva sentiremo Andrey Zhilikhovsky e Alessandro Luongo, Federica Lombardi e Valentina Varriale in quello della Contessa. I due sposi promessi saranno Elena Sancho Pereg e Benedetta Torre (Susanna) e Vito Priante e Simone Del Savio (Figaro). Miriam Albano e Reut Ventorero canteranno nel ruolo di Cherubino. Paolo Bordogna sarà Don Bartolo, Matteo Falcier Don Basilio, Angela Nisi Barbarina.

La traviata e la Tosca

La nuova stagione vedrà anche la ripresa di due allestimenti del Teatro, che hanno ottenuto grande successo. Torna così La traviata (5 recite dal 24 febbraio al 4 marzo) con la regia di Sofia Coppola, i costumi di Valentino, Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli, e le scene di Nathan Crowley. Protagonista sarà Maria Grazia Schiavo, insieme con lei Antonio Poli (Alfredo), Stefano Antonucci (Giorgio Germont) e Anna Malavasi (Flora).

E sarà riproposta anche Tosca, nell’allestimento con la regia di Alessandro Talevi sulle scene e i costumi originali di Adolf Hohenstein ricostruiti rispettivamente da Carlo Savi e da Anna Biagiotti. L’opera sarà diretta da Jordi Bernàcer (5 recite dal 7 al 17 aprile) e poi ripresa, con la direzione di Stefano Ranzani (4 recite dal 15 al 18 novembre). Tra gli interpreti principali si alterneranno Monica Zanettin e Virginia Tola nel ruolo della protagonista, Stefano La Colla che si alterna con Andeka Gorrotxategi e Diego Cavazzin come Mario, mentre Fabián Veloz sarà il barone Scarpia.

Tutti i titoli vedranno protagonista la nostra Orchestra (peraltro impegnata anche in quattro concerti sinfonici) e, laddove la partitura lo richiede, il Coro del Teatro dell’Opera di Roma diretto dal maestro Roberto Gabbiani: due compagini che sono la prima garanzia di qualità delle nostre produzioni.

 

La stagione di balletto

Una sorprendente prima mondiale, un’avvincente storia d’amore e un eccitante trittico contemporaneo per la prima volta in scena al Teatro Costanzi, una memorabile serata tutta francese e due straordinarie riprese, tracciano la nuova stagione di balletto 2017-18 del Teatro dell’Opera di Roma con l’étoile, i Primi Ballerini, i Solisti e il Corpo di Ballo diretti da Eleonora Abbagnato.

L’intera stagione 2017-18 del Teatro dell’Opera di Roma s’inaugura con un balletto in prima mondiale, mercoledì 15 novembre al Teatro Costanzi.

Don Chisciotte

Si comincia infatti con Don Chisciotte – balletto in tre atti tratto dal romanzo di Miguel De Cervantes, Don Chisciotte della Mancia – nel nuovo allestimento della Fondazione lirico-sinfonica della Capitale con la coreografia di Laurent Hilaire, ispirata alla versione originale per L’American Ballet Theatre di Mikhail Baryshnikov, da Marius Petipa e Alexander Gorsky, su musica di Ludwig Minkus.

Si tratta di un evento unico enfatizzato dalla presenza di due grandi protagonisti della storia mondiale del balletto, l’étoile Laurent Hilaire attualmente Direttore Artistico dello Stanislavsky Ballet e il mito vivente Mikhail Baryshnikov.

La coreografia del francese Hilaire dal punto di vista dell’azione sarà molto teatrale e cinematografica e, pur rimanendo fedele a quella di Baryshnikov – che fu presentata per la prima volta il 28 marzo 1978 al Kennedy Center Opera House di Washington e danzata dalle maggiori compagnie internazionali, tra cui, nel 1993, il Royal Ballet di Londra – intende aggiungere delle danze che rimandano alla struttura originaria di Petipa. Tutta questa tradizione ballettistica è ora nelle mani del maestro coreografo Hilaire che intende realizzare un balletto narrativo e ludico, realista e vivace, rendendo la tradizione e la pantomima accessibili al grande pubblico.

Gli straordinari Iana Salenko principal dancer dello Staatsballett, Isaac Hernández principal dancer dell’English National Ballet e Angelo Greco principal dancer del San Francisco Ballet, sono gli ospiti d’eccezione che, insieme ai Primi Ballerini, i Solisti e il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, restituiranno con la loro bravura e interpretazione tutta la briosità di questo balletto, sostenuta, in questa versione, da una scena pop art originale di grande impatto e una varietà di costumi dal sapore fumettistico, entrambi del Maestro Vladimir Radunsky. Le luci sono di A. J. Weissbard. Alla direzione dell’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma il Maestro David Garforth. Otto le repliche fino a giovedì 23 novembre 2017.

Lo schiaccianoci

La stagione continua domenica 31 dicembre con la ripresa del balletto Lo schiaccianoci di Giuliano Peparini che al suo debutto, nel dicembre 2015, raccolse il consenso di pubblico e critica, registrò incassi da record diventando subito un successo senza precedenti per la stagione di balletto del Teatro dell’Opera di Roma. Il coreografo e regista romano, dall’importante carriera internazionale, torna al Teatro Costanzi con la sua visione della società, per parlare in maniera diretta al pubblico di tutte le generazioni e rendere questa storia cult del periodo natalizio un appuntamento imperdibile e un’esperienza avvolgente. I protagonisti di questo balletto in due atti, tratto da un racconto di E.T.A. Hoffmann su adattamento dello stesso Peparini e musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij, sono i Primi Ballerini Rebecca Bianchi e Claudio Cocino con i Solisti e il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma. Balleranno in un’atmosfera da sogno, tra giochi di luce, straordinarie proiezioni e magiche illusioni realizzate da una squadra di eccellenti professionisti: Lucia D’Angelo e Cristina Querzola (scene), Frédéric Olivier (costumi), Gilles Papain (video grafica), Jean-Michel Désiré (luci). Dirige l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma il Maestro Alexei Baklan. Sette le repliche fino a domenica 7 gennaio 2018.

Soirée Française

Il terzo appuntamento è domenica 28 gennaio con la Soirée Française, un doppio programma che vede protagonisti due icone del panorama ballettistico francese e mondiale: Serge Lifar con Suite en blanc (1943) e Roland Petit con Pink Floyd Ballet (1972).

Serge Lifar (1905-1986), ballerino e coreografo ucraino, scrittore e illustratore di diversi libri sulla danza, inizia la sua carriera in seno ai Ballets Russes dove Diaghilev gli concede l’opportunità di realizzare la sua prima coreografia, Renard. È il 1929, anno in cui balla e crea all’Opéra di Parigi Les créatures de Prométhée. L’Opéra di Parigi diventa per lui un punto di riferimento: è qui primo ballerino, Maître de Ballet e fervido rinnovatore. Attivo su più fronti, svolge un ruolo fondamentale nell’evoluzione della danza e nell’attrarre un pubblico sempre più numeroso a teatro. Nella tradizione francese dopo Lifar, il rinnovamento passa attraverso un’altra figura chiave, il geniale Roland Petit (1924 – 2011). Entrambi legati all’Opéra di Parigi, entrambi instancabili creatori di nuove coreografie, entrambi affascinati dall’icona della danza francese e internazionale Yvette Chauviré, alla quale il Teatro dell’Opera di Roma con questo programma francese vuole dedicare un omaggio in bianco, luminoso come la sua danza sublime. Per la première sarà l’étoile Eleonora Abbagnato a ballare l’Adage di Suite en blanc per ricordare la stella delle stelle.

La poesia di Suite en blanc, uno dei pochi balletti non narrativi di Lifar, apre la serata, la tecnica, il carattere e la fisicità di Pink Floyd Ballet la chiudono. Due protagonisti di spicco della scena internazionale sono invitati dal Teatro dell’Opera di Roma a riallestire questi due capolavori: Claude Bessy il primo e Luigi Bonino il secondo. La musica di Édouard Lalo è eseguita dall’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, diretta dal Maestro Carlo Donadio. Le musiche dei Pink Floyd per Pink Floyd Ballet sono su base registrata. Quattro le repliche fino a sabato 3 febbraio 2018, alle quali si aggiunge l’anteprima giovani di venerdì 26 gennaio 2018.

Kylián/Forsythe/Inge

Il quarto appuntamento è giovedì 15 marzo con il trittico contemporaneo Kylián/Forsythe/Inger. Tre eccellenti coreografi della scena mondiale si trovano riuniti in un appuntamento che esplora gli orizzonti del balletto contemporaneo attraverso tre titoli mai presentati prima al Teatro Costanzi. Tre coreografi molto diversi, tre opere dal piglio diametralmente opposto, tre linguaggi unici fanno di questa serata un’occasione straordinaria per apprezzare “l’altra danza” di qualità e tracciare una linea sottile che lega i tre che hanno operato, con ruoli diversi, nell’ambito del Nederlands Dans Theater, tempio europeo della danza neoclassica d’eccellenza. La serata si apre con il famoso pezzo Petite Mort (1991) di Jiří Kylián. Sulle note di Mozart il coreografo praghese, olandese d’adozione, celebra la coppia e il suo ideale di bellezza che vuole le donne delicate e forti, gli uomini atletici e attraenti. Sei coppie in scena, con grandi gonne e spade, simboleggiano l’eros che sottende a tutto il balletto a partire già dal titolo che in francese rimanda all’orgasmo. Il Bolero di Ravel armonizza e spinge la danza di Walking Mad (2001) di Johan Inger – coreografo svedese anch’egli olandese d’adozione – alla liberazione sfrenata del movimento in un crescendo di grande attrazione fisica. Il pezzo nasce per il Nederlands Dans Theater e riscuote subito un grande successo di pubblico, incontrando i consensi della critica. Riceve il Lucas Hoving Production Award (2001) e il Premio Danza&Danza (2005). Chiude la serata Artifact Suite di William Forsythe. Artifact Suite è la versione ridotta di Artifact, primo balletto a serata intera che Forsythe creò nel 1984 per il Frankfurt Ballet. Il coreografo espone qui le sue teorie sull’illusione della percezione, la decostruzione, la rottura degli equilibri e la proiezione dei corpi. Il soggetto del balletto è la danza classica stessa, la sua storia. Artifact Suite è un balletto in due parti. Nella prima parte, sulla famosa Ciaccona BWV 1004 di J. S. Bach, due coppie principali si alternano in anellamenti coreografici di stupefacente bellezza; nella seconda, su musica di Eva Crossmann-Hecht, tutto il corpo di ballo si misura con complessi movimenti accademici messi in relazione tra di loro. La musica dei tre titoli è su base registrata. Sei le repliche fino a mercoledì 21 marzo 2018, alle quali si aggiunge l’anteprima giovani di mercoledì 14 marzo 2018.

Manon

Il quinto appuntamento è venerdì 25 maggio con l’étoile de l’Opéra di Parigi e Direttrice del Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma Eleonora Abbagnato in Manon, balletto in tre atti dello scozzese Kenneth MacMillan (1929-1992), tratto dal romanzo dell’Abate Prévost, L’Histoire du Chevalier Des Grieux et de Manon Lescaut.

Per la prima volta al Teatro Costanzi, Manon di MacMillan, nell’allestimento dello Stanislavsky and Nemirovich-Danchenko Moscow Music Theatre su musiche di Jules Massenet, narra la tormentata storia della bellissima Manon che, divisa tra il desiderio di emanciparsi dalla sua povertà e l’amore per lo studente Des Grieux, commette una serie di azioni vili e ingannatrici fino a trovare la morte. Il personaggio di Manon richiede una bellezza magnetica e un grande talento interpretativo; è un ruolo carismatico che illumina tutti gli altri personaggi, da Des Grieux a Monsieur GM. Per questo motivo l’étoile Eleonora Abbagnato è affiancata da Friedemann Vogel, principal dancer dello Stuttgart Ballet e dall’étoile Benjamin Pech, assistente alla Direzione del Ballo al Teatro Costanzi dal 2016.

Il balletto viene creato da MacMillan nel 1974 ed è il secondo durante la sua direzione artistica del Royal Ballet. Nel repertorio della Royal Opera House erano già presenti gli adattamenti in opera di Giacomo Puccini e di Jules Massenet. MacMillan, desideroso di creare un’armonizzazione totale tra la narrazione e la musica, sceglie quello di Massenet, meno conosciuto, e lo affida a Leighton Lucas chiedendogli di orchestrare una selezione di musiche provenienti da ouvertures, balletti, musiche di scena per spettacoli teatrali, opere e oratori. Nel 2011 Martin Yates realizza una nuova orchestrazione, quella che sarà eseguita dall’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma e diretta dallo stesso Yates. Le scene e i costumi sono di Nicholas Georgiadis. Cinque le repliche fino a giovedì 31 maggio 2018, alle quali si aggiunge l’anteprima giovani di giovedì 24 maggio 2018.

La bella addormentata

Il sesto e ultimo appuntamento è sabato 15 settembre con la ripresa de La bella addormentata di Jean-Guillaume Bart con Iana Salenko nel ruolo di Aurora.

Nel corso del 2017 la versione del francese Bart – molto raffinata ed elegante, con le magnifiche scenografie e i preziosi costumi del Maestro Aldo Buti – è stata ben accolta dalla critica e molto amata dal pubblico del Costanzi e del Teatro La Fenice di Venezia, dove il Balletto del Teatro dell’Opera di Roma ha danzato lo scorso maggio riscuotendo un notevole successo. Si tratta di un titolo fondamentale per una stagione di balletto che si fonda, per la sua quasi interezza, sul repertorio classico.

La bella addormentata è, per cronologia, il secondo dei tre balletti di Pëtr Il’ič Čajkovskij. La prima rappresentazione fu al Teatro Mariinsky di San Pietroburgo nel gennaio 1890.

Nel maggio 1888 Čajkovskij ricevette dal direttore dei Teatri Imperiali di San Pietroburgo, Ivan Vsevolozskij, l’incarico di comporre un balletto ispirato alla favola di Charles Perrault La belle au bois dormant. La coreografia fu affidata a Marius Petipa, co-autore del libretto insieme a Vsevolozskij. Jean-Guillaume Bart ha lavorato a questo titolo concentrando la sua attenzione sulla coerenza drammaturgica. Ha ascoltato la partitura musicale con altro approccio rispetto a quello di Petipa e l’ha utilizzata nella sua interezza per dare una maggiore unità teatrale all’opera coreografica. In questa sua versione il Corpo di Ballo non è un’immagine sullo sfondo, ma è protagonista così come lo è il principe Désiré al quale è dato molto più spazio danzato. Nel riallestimento Bart è affiancato da Patricia Ruanne che per questa stagione 2017-18 è anche coreografo assistente, insieme a Gillian Whittingham, per l’altro grande classico d’apertura, Don Chisciotte. Dirige l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma il Maestro Nicholas Brochot. Sette le repliche fino a domenica 23 settembre 2018.

La stagione di balletto 2017-18 del Teatro dell’Opera di Roma conta in totale sei titoli ai quali si aggiunge una data in Francia il prossimo 10 dicembre 2018 a Cannes al Palais des Festivals – Grand Auditorium con Soirée Roland Petit.

I concerti sinfonici

L’impegno nel repertorio sinfonico non solo amplia l’attività di un’orchestra dedita con eccellenti risultati alla lirica, ma dà anche ai nostri professori l’occasione di sfide nuove, con direttori che spesso vengono da esperienze diverse. Nei concerti sinfonici l’orchestra, esposta alla vista del pubblico, diventa la star della serata e i singoli strumentisti hanno non di rado un ruolo protagonista.

Anche quest’anno quattro concerti sinfonici vedranno impegnata l’Orchestra del Teatro, con una particolare attenzione al repertorio novecentesco e contemporaneo.

Il 22 dicembre 2017 Maxime Pascal in un programma aperto dalle Danze dall’opera Powder her Face di Adès e da Rendering di Berio, dirigerà La voix humaine di Poulenc con la voce di Anna Caterina Antonacci.

Dennis Russell Davies sarà sul podio l’11 gennaio 2018 per la Sesta sinfonia di Bruckner preceduta dal Tirol Concerto di Philip Glass interpretato da Maki Namekawa al pianoforte.

Due brani di Mussorgskij molto amati dal pubblico, Una notte sul monte Calvo e Quadri da un’esposizione (nella trascrizione di Ravel), saranno diretti da Constantinos Carydis il 23 marzo, in un concerto che si aprirà con le Quattro immagini del compositore greco Nikos Skalkottas.

L’ultimo concerto, diretto da Lothar Koenigs il 17 maggio, vedrà in programma due pagine di Schönberg: la sua trascrizione per orchestra del Quartetto in sol minore di Brahms e il monodramma Erwartung con la voce di Rachel Nicholls, che il pubblico ha apprezzato come Isotta nella scorsa inaugurazione.

Le tournée

Portare in tournée gli allestimenti del nostro Teatro non è soltanto l’occasione di far conoscere in altri Stati il Teatro dell’Opera di Roma. Le rappresentazioni all’estero, in Paesi che da tempo sono appassionati alla nostra cultura e in altri che da poco si aprono ad essa, testimoniano anche della stima che i nostri allestimenti riscuotono da parte delle direzioni di molte altre istituzioni rivolte all’opera lirica, un brand italiano che sempre più successo va riscuotendo all’estero. Per questi motivi ci aspettiamo grandi soddisfazioni dalle tournée che attendono i complessi del Teatro nella prossima stagione.

A Cannes, al Palais des Festivals, domenica 10 dicembre 2017, primi ballerini, solisti e corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma saranno interpreti della Soirée Roland Petit, un omaggio al grande coreografo francese del quale proporranno tre capolavori sotto la supervisione di Lugi Bonino e con le luci di Jean-Michel Désiré. Nel primo, La rose malade su musica di Gustav Mahler e con i costumi di Yves Saint Laurent, danzerà anche Eleonora Abbagnato, direttore del Corpo di Ballo. Secondo titolo sarà L’Arlésienne, su musiche di Georges Bizet, scene di René Allio e costumi di Christine Laurent e per finire Carmen, sempre su musiche di Bizet e con scene e costumi di Antoni Clavé; quest’ultimo balletto vedrà la partecipazione di Natalya Kusch.

A Muscat, capitale del Sultanato dell’Oman, giovedì 15 e sabato 17 marzo 2018, andrà in scena Pagliacci, l’opera di Ruggero Leoncavallo, diretta da Paolo Olmi con regia e scene di Franco Zeffirelli; costumi di Raimonda Gaetani e luci di Agostino Angelini. Tra gli interpreti José Cura, Davinia Rodriguez e Marco Vratogna.

Due opere saranno allestite in settembre a Tokyo. Il 9 , 12 e 15 settembre 2018 La traviata di Giuseppe Verdi, diretta da Jader Bignamini con la regia di Sofia Coppola, i costumi di Valentino, Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli e le scene di Nathan Crowley. Tra gli interpreti Francesca Dotto, Antonio Poli, Leo Nucci e Anna Malavasi. Il 16, 20 e 22 settembre 2018 sarà in scena Manon Lescaut di Giacomo Puccini, diretta da Donato Renzetti, con la regia di Chiara Muti, le scene di Carlo Centolavigna e i costumi di Alessandro Lai. Tra gli interpreti Kristine Opolais, Gregory Kunde e Maurizio Muraro.

Gli altri appuntamenti

Proseguiranno le “Lezioni di Opera” tenute da Giovanni Bietti che, oltre a un pubblico fisso di appassionati, raccolgono sempre nuovi ascoltatori di ogni età che vogliono apprezzare meglio le particolarità del linguaggio musicale. Saranno guidati con una terminologia semplice e accessibile, e non per questo superficiale, che permette di ricostruire ogni volta gli elementi specifici di ogni produzione operistica.

Anche il balletto, come l’opera, presenta un ciclo di incontri su alcuni titoli in programma con il progetto “I coreografi, i ballerini e noi”: tre appuntamenti per introdurre il grande pubblico nel mondo dei coreografi e dei protagonisti di questa stagione. Gli incontri, condotti dalla saggista e critico di danza Leonetta Bentivoglio, propongono un approccio informale ai balletti, attraverso brevi conversazioni con i coreografi ospiti, ritratti monografici, proiezioni video ed estratti di danze con i Primi Ballerini e i Solisti del Teatro dell’Opera di Roma.

Continuerà nella stagione 2017-18 anche l’attività di “Fabbrica” – Young Artist Program che ha permesso agli artisti prescelti di collaborare già a molte produzioni del Teatro e di vivere “dall’interno” il modo in cui si mette in scena un melodramma. I giovani talenti inseriti nel progetto hanno anche modo di perfezionarsi sotto la guida dei vari artisti che realizzano gli spettacoli della stagione e anche di mettersi alla prova in lavori autonomi.

Se in generale è stato rilevato nella scorsa stagione un aumento del numero di spettatori, è stata di particolare soddisfazione la presenza nutrita di giovani (e anche giovanissimi!) nel nostro Teatro. A loro abbiamo dedicato due particolari iniziative che proseguiranno nella prossima stagione. Con lo slogan “Vietato ai maggiori di 26 anni”, alle prove generali potranno accedere coloro che non hanno ancora compiuto i 26 anni pagando solo 15 euro. Inoltre con l’iniziativa “Last minute” per alcune serate (a discrezione della Direzione) è prevista la riduzione del 25% sul prezzo dei biglietti in vendita, a partire da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.

Sarà ripreso anche il progetto OperaCamion, con una nuova opera che girerà per le piazze di Roma e del Lazio sul camion, ormai famoso, appositamente attrezzato per contenere le scene e i cantanti.. Si tratterà come sempre di una scelta essenziale, ma di grande qualità, di uno spettacolo d’opera che raggiungerà gratuitamente un grandissimo numero di spettatori. La parte strumentale del l’opera sarà curata ancora una volta dalla nostra Youth Orchestra. Si tratta di una nuova realtà giovanile istituita dal Dipartimento Didattica e Formazione del Teatro dell’Opera di Roma e formata da oltre cento musicisti, che ha già al suo attivo un ricco curriculum di attività.

Non mancherà neanche il prossimo anno l’attenzione per i giovanissimi: a loro non è solo dedicata la Scuola di Canto Corale del Teatro dell’Opera ma anche il progetto “Canta con me!”, che ha anche terminato il suo primo percorso il 29 maggio con un grande concerto al Teatro Costanzi cui hanno preso parte con grande entusiasmo circa quattrocento bambini di quattro scuole delle periferie romane. Anche questa un’iniziativa non secondaria del Teatro dell’Opera, rivolta agli spettatori del futuro e che intendiamo proseguire anche nella prossima stagione.

La Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma e i suoi giovani talenti sono anch’essi al centro delle nostre attenzioni. Oltre ai consueti appuntamenti annuali con la Lezione Aperta e Il Saggio Spettacolo di fine anno, gli allievi partecipano ad alcuni balletti in programma nella Stagione 2017-18. La Scuola per la sua finalità è da sempre impegnata, attraverso una mirata selezione, a preparare bambini, adolescenti e giovani che intendono avviarsi alla professione del danzatore, con ammissioni annue di bambini provenienti da ogni parte d’Italia e non solo.

 

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