Brexit, Davis rassicura i cittadini Ue: “Avranno gli stessi diritti dei britannici, tranne quello di voto” Saranno però previste procedure più rapide per espellerli nel caso di gravi reati. May sempre più in bilico, Hammond in pole per sostituirla

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Theresa May offrirà ai cittadini dell’Ue residenti nel Regno Unito praticamente gli stessi diritti dei britannici escluso il quello di voto, con la possibilità di espellerli più facilmente in caso di gravi reati. “Avranno gli stessi diritti dei residenti – ha detto il segretario per la Brexit David Davis intervistato dalla Bbc- gli stessi diritti sul lavoro, la salute il welfare, le pensioni e così via”. “L’unica cosa che non avranno – ha aggiunto – è il diritto di voto, ma potranno ottenerlo se prenderanno la cittadinanza“.

Le dichiarazioni di Davis anticipano il pacchetto di proposte di 15 pagine che verrà pubblicato oggi, contestualmente ad una dichiarazione in Parlamento. I diritti verranno concessi se vi sarà reciprocità verso i britannici residenti nei Paesi membri dell’Ue. L’offerta riguarda i cittadini Ue stabilitisi in Gran Bretagna prima del 29 marzo 2017, data in cui è stato attivato l’articolo 50 per l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Ma questo limite potrebbe essere esteso fino alla fine dei negoziati sulla Brexit.

Intanto la poltrona di May vacilla sempre di più. La premier conservatrice uscita malconcia dall’azzardo del voto anticipato e in difficoltà nel siglare un accordo di governo con gli unionisti nordirlandesi del Dup sente il fiato sul collo dei possibili pretendenti al posto di primo ministro. E fra i diversi nomi che si fanno, il Sunday Times scommette in particolare su quello del Cancelliere dello Scacchiere, Philip Hammond, che si sarebbe di fatto auto-candidato con il sostegno di alcuni notabili Tory, di cui però il domenicale non indica i nomi per ovvie ragioni di riservatezza politica. “Se Theresa May può fare la premier lo posso fare anch’io”, avrebbe detto lo stesso ministro delle Finanze.

A lui spetterebbe l’arduo compito di traghettare il Regno Unito nelle trattative sulla Brexit. Hammond avrebbe però un mandato a tempo, che coinciderebbe coi due anni di durata dei negoziati, e dovrebbe uscire di scena prima delle prossime elezioni per permettere ai Tories di scegliere un nuovo leader. E’ previsto anche che, a fronte di una linea piuttosto “soft” espressa da Hammond in fatto di trattative sul divorzio da Bruxelles, al ministro delle Finanze venga affiancato, col ruolo di vice premier, il ministro per la Brexit Davis. In questo modo, spiega il giornale, verrebbero rassicurati i “brexiteers” all’interno del partito conservatore. Si tratta comunque di ipotesi in un quadro in cui la sopravvivenza politica della May è sempre più compromessa.

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