Due anni fa l’attacco al resort di Susa, la Tunisia ricorda le 38 vittime Nell'attentato, rivendicato dall'Isis, rimasero uccisi soprattutto turisti inglesi. A maggio si è aperto il dibattimento del processo con 33 imputati alla sbarra

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La Tunisia commemora le vittime dell’attacco terroristico di due anni fa in un resort di lusso di Susa, quando un commando armato aprì il fuoco in spiaggia, vicino all’hotel Imperial Marhaba Riu, uccidendo 38 persone, in gran parte turisti inglesi.

Il 26 giugno 2015 nell’albergo, situato nel villaggio turistico di Port El Kantaoui, a 10 km da Susa, erano presenti 565 ospiti, pari al 77% della capienza, molti dei quali europei. Verso mezzogiorno, Seifeddine Rezgui Yacoubi, travestito da turista, penetra all’interno della struttura. Arrivato in spiaggia in un primo momento socializza con i turisti, per poi estrarre un kalashnikov precedentemente nascosto in un ombrellone, cominciando a sparare contro i bagnanti. In seguito è stato ucciso dalle forze dell’ordine tunisine. Inoltre, prima dell’attacco, l’attentatore avrebbe parlato con il padre, con un telefono che poi ha gettato in acqua, ritrovato in seguito dalle forze dell’ordine.

A seguito di tale attacco, il governo tunisino ha imposto la chiusura di 80 moschee non in regola con la normativa del Paese. Tale regolamentazione impone a tutti gli imam di avere l’autorizzazione, da parte del ministero per il Culto, per esercitare il proprio operato. Inoltre si è incrementato il controllo, da parte di agenti armati, delle zone del Paese con maggiore presenza di stranieri.

Per quei fatti, rivendicati dall’Isis, il 26 maggio scorso al tribunale di Tunisi si è aperto il dibattimento con 33 imputati alla sbarra, 14 in stato di detenzione, 12 in libertà (tra cui il personale della security dell’Hotel Imperial Marhaba) e 7 ancora latitanti. Tra gli imputati anche 6 agenti della polizia tunisina, a giudizio per comportamento negligente. Oggi l’hotel teatro della strage ha cambiato nome in El Kantaoui Bay e la Tunisia ha compiuto enormi sforzi in questi anni nel campo della sicurezza e della lotta al terrorismo grazie anche alla collaborazione di molti Paesi stranieri. E le statistiche sugli aumentati ingressi turistici del 2017 sembrano premiare questi sforzi.

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