IL SANTO DEL GIORNO SAN MASSIMO DI TORINO

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s_Massimo_di_TorinoSan Massimo di Torino, vescovo. Massimo guidò la diocesi di Torino, di cui è considerato il fondatore, nel travagliato periodo delle invasioni barbariche. Nato verso la metà del IV secolo, fu discepolo di sant’Ambrogio e di sant’Eusebio di Vercelli. Nonostante il suo carattere mite, che traspare dalle “Omelie” e dai “Sermoni” che ci sono pervenuti, propose ai sui fedeli un esempio di fermezza. “È figlio ingiusto ed empio – così li spronava a non lasciare la città – colui che abbandona la madre in pericolo. Dolce madre è in qualche modo la patria”. Li esortava anche a mantenersi irreprensibili nei costumi e a non confidare in superstizioni come l’invocazione della luna: “Veramente presso di voi la luna è in travaglio – scriveva con ironia -, quando una copiosa cena vi distende il ventre e il capo vi ciondola per troppe libagioni”. La data della sua morte non è certa: avvenne tra il 408 e il 423.
Nella lista dei vescovi torinesi figura al primo posto, semplicemente in quanto non è storicamente accertata la presenza di suoi eventuali predecessori. Alcune improbabili leggende vorrebbero invece che Massimo sia succeduto ad un certo San Vittore. Indubbiamente una grande fama di santità circondò il vescovo Massimo già in vita e la venerazione nei suoi confronti fu perpetuata dai fedeli dopo la sua morte. Il suo culto non incontrò però purtroppo particolare fortune nei secoli successivi, forse anche a causa della mancanza dei suoi resti mortali, solitamente centro della devozione popolare nei confronti di un santo. A Collegno ancora oggi sorge un’antica chiesa e ciò ha portato a supporre che essa avesse accolto per motivi ignoti la tomba di San Massimo, anche se dopo vari scavi archeologici nulla è mai venuto alla luce. A Torino solo nel XIX secolo gli furono dedicati un edificio sacro e la strada ad esso adiacente e sempre in tale secolo si tentò un processo per attribuirgli il prestigioso titolo di “Dottore della Chiesa”. Solo dal 2004 nella Basilica Cattedrale Metropolitana di San Giovanni Battista, in occasione del rinnovo degli arredi liturgici del presbiterio voluto dall’arcivescovo cardinal Severino Poletto, San Massimo è stato raffigurato sulla nuova cattedra episcopale destinata ai suoi successori. Recentemente anche la nuova parrocchia ortodossa russa di Torino è stata a lui dedicata.
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