Alessandria, ragazza italiana arrestata per terrorismo, era una foreign fighter in Siria Lara Bombonati, 26 anni, si era unita alle truppe jihdiste ed era "pronta per ripartire"

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ragazza

La Digos di Alessandria ha fermato una donna italiana con l’accusa di “associazione con finalità di terrorismo internazionale”.

Foreign fighter

La giovane, nata a Milano, si sarebbe radicalizzata per diventare una “foreign fighters” e combattere sul fronte siriano. Secondo le prime ricostruzioni, la ragazza si chiama Lara Bombonati, 26 anni di Garbagna Alessandria. Sposata con un Italiano di Trapani, anche lui convertitosi all’Islam, erano partiti anni addietro per il Medio Oriente, dicendo ai genitori di “voler studiare il Corano”. Lo scrive il Corriere. Dopo vani tentativi di mettersi in contatto con lei, il papà e la mamma di Lara ne avevano denunciato la sua scomparsa nel 2016. Non è chiaro che fine abbia fatto l’uomo: la 26enne avrebbe raccontato della sua morte da “martire”.

Hayat Tahrir al-Sham

La giovane, che si faceva chiamare Khadija e che anche in Italia portava il velo integrale o “niqab”, era poi stata fermata al suo rientro in Italia al confine con la Turchia, trattenuta in cella dalle autorità turche prima di essere espulsa e segnalata all’antiterrorismo italiano. Da quel momento, era stata una ‘sorvegliata speciale’ fino a stanotte, quando gli inquirenti hanno deciso di procedere al fermo di “indiziato di delitto”. C’era infatti il sospetto che stesse per partire nuovamente alla volta della Siria. L’antiterrorismo italiano la ritiene inserita nel gruppo Hayat Tahrir al-Sham, “Organizzazione per la liberazione del Levante” nato all’inizio dell’anno dalla fusione di quattro formazioni minori.

La difesa

“Non ho ancora avuto modo di conoscere il contenuto degli atti e le contestazioni” dice il difensore d’ufficio, l’avvocato Nicoletta Masuelli di Alessandria. E aggiunge: “Resta in attesa di sapere quando sarà fissata l’udienza di convalida“. L’inchiesta, condotta dalla Digos di Alessandria, è coordinata dal procuratore capo di Torino Armando Spataro e dal sostituto Antonio Rinaudo.

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