Expo, Sala indagato anche per turbativa d’asta: “Provo solo profonda amarezza” Era già stato indagato per falso materiale e ideologico per una presunta retrodatazione

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Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, è indagato dalla Procura generale di Milano per l’ipotesi di turbativa d’asta riguardo a un appalto per la fornitura di alberi a Expo.

I precedenti

Sala, in carica come primo cittadino dal 1 maggio 2016 e già Commissario unico delegato del Governo per l’Expo 2015 dal 6 maggio 2013 al 31 ottobre 2015, è già indagato per falso materiale e ideologico per una presunta retrodatazione del documento che consentì di cambiare in corsa due commissari incompatibili della gara per la cosiddetta ‘Piastra’, che rappresentava la gara più importante di Expo, del valore di 272 milioni di euro. Proprio nel capitolato di quest’ultima, era compresa la fornitura del ‘verde’, come scrive il Corriere della Sera.

L’accusa sostiene che siano stati gli “interessamenti politici regionali”, volti a non far restare fuori dall’appalto per gli alberi il mondo dei vivaisti lombardi, a determinare lo scorporo dell’appalto. Per tali motivi, rincara l’accusa, si sarebbe dovuto riformulare la gara.

L’amarezza di Sala

“Provo solo una profonda amarezza, soprattutto pensando a quanto ho sacrificato per poter fare di Expo un grande successo per l’Italia e per Milano”. Così sui social il sindaco di Milano dopo aver appreso di essere indagato anche per turbativa d’asta. “Troverò in ogni caso in me le motivazioni per continuare a svolgere con la massima dedizione possibile il mio lavoro al servizio della mia città” ha aggiunto il primo cittadino del capoluogo lombardo.

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