Afghanistan: i talebani attaccano una banca di Lashkargah, 29 morti L'attentato è avvenuto nella provincia meridionale di Helmand. Secondo le milizie integraliste le vittime sarebbero 73

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E’ di 29 morti e 60 feriti il bilancio dell’esplosione avvenuta oggi davanti ad una banca di Lashkargah, capoluogo della provincia meridionale afghana di Helmand, dove molta gente era in fila in attesa di entrare. Mawladad Tabedar, capo dell’ospedale Bost della città, ha avvertito che si tratta di un numero provvisorio di vittime perché molti dei feriti sono in condizioni gravi.

In un primo momento fonti della sicurezza avevano indicato che un commando armato era riuscito a penetrare all’interno della banca ed aveva ingaggiato uno scontro a fuoco con la polizia, ma successivamente questa versione è stata smentita. L’attacco è stato rivendicato dai talebani. In un messaggio firmato da Muhammad Yousuf Ahmadi, uno dei due portavoce dell’Emirato, si precisa che “A Lashkargah, in Helmand, davanti alla New Kabul Bank, in un attacco di un attentatore suicida sono stati uccisi 73 agenti di polizia ed altri 44 sono rimasti feriti, mentre facevano la fila per ricevere il salario. L’esplosione ha causato la distruzione di 13 veicoli”. E’ guerra di numeri dunque, visto che secondo le fonti sanitarie afghane, il numero delle vittime sarebbe molto più basso.

Intanto sarebbe di 44 militanti dell’Isis uccisi e 22 feriti il bilancio della riconquista di Tora Bora da parte delle forze governative. Lo riferisce il portale di notizie Khaama Press. Il comandante del 201/o Corpo d’armata dell’esercito “Silab”, generale Mohammad Zaman Waziri, ha precisato che i 44 combattenti dell’Isis sono stati uccisi durante l’operazione nel distretto di Pachir Aw Agam della provincia di Nangarhar, durata vari giorni. L’alto ufficiale ha assicurato che l’area “è stata completamente ripulita dalla presenza di terroristi” a cui “non permetteremo più di ritornare”. Da parte sua il governatore provinciale, Mohammad Gulab Mangal, ha rivelato che i militanti dell’Isis che avevano preso possesso della zona “erano tutti stranieri“, pachistani, uzbeki, ceceni ed arabi. Tora Bora è essenzialmente di un complesso di caverne situato nelle Montagne Bianche dell’Afghanistan orientale che fu rifugio di Osama Bin Laden. Qui per una decina di giorni le forze americane intervenute in Afghanistan nel 2001 si scontrarono con i talebani cercando di catturare, senza riuscirvi, il fondatore di Al Qaeda.

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