Berlusconi resta in campo: “Da solo posso raggiungere il 30%” L'ex premier a Porta a Porta: "Bene Salvini ma pensa troppo alla leadership. Alfano? Le nostre porte sono chiuse"

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Silvio Berlusconi non molla e rilancia la sua sfida in vista delle prossime elezioni politiche, convinto di poter raggiungere, da solo, il 30% dei consensi. L’ex premier, a poche ore dai ballottaggi, torna nel salotto di Porta a Porta, nello stesso studio 5 di Via Teulada dal quale lanciò messaggi che sono rimasti nella recente storia politica, basti pensare alla firma del Contratto con gli Italiani e le tante opere pubbliche illustrate con il pennarello.

Garantista

Da garantista convinto si dice contrario alle dimissioni della Raggi, che, ironizza, semmai dovrebbe lasciare per “incompetenza“. Difende anche Renzi e Boschi per quanto riguarda gli scandali Consip e Banca Etruria: “Che parlino con i loro genitori è nelle cose, è tutta una montatura”. Ma tira fuori gli artigli quando attacca gli ultimi anni di vita politica, quelli successivi alla caduta del suo governo. “Dopo cinque colpi di Stato, dopo 4 governi non eletti dal popolo si cade in prostrazione, ma meglio non pensarci”.

Milan e Salvini

Parla anche di Milan. Prima, su Telelombardia, preferisce non dare giudizi sulla nuova proprietà. Poi, però, da Vespa, interviene nella vicenda Donnarumma: “Con le mie doti di convincimento, avrei trovato una strada di mezzo per convincerlo a rimanere per un po’ e poi per fargli fare il grande colpo della vita“. L’ex premier usa il bastone e la carota con Matteo Salvini. Al settimanale Tempi, lo definisce un leader “efficiente”. In tv gli rivolge un “cheapeau“, per essere stato capace di portare la Lega “dal 4% al 12%“. Ma lo esorta a non preoccuparsi alla leadership del centrodestra e annuncia che sarebbe pronto a lasciare l’Italia, in caso di un governo Lega-M5s.

Porte chiuse

Acido anche con Angelino Alfano: “Le nostre porte non sono aperte a chi cerca una alleanza di comodo in vista delle elezioni”. All’ex Cav replica polemico Fabrizio Cicchitto, secondo cui “fu lui ad inventare il sostegno al governo delle larghe intese presieduto da Enrico Letta e poi successivamente a fare il patto del Nazareno con il governo Renzi”. Durissimo, invece, infine, contro il movimento di Beppe Grillo: “Non credo che ci sia un candidato premier tra i grillini, nessuno di loro ha un mestiere, ma come i loro elettori, appartengono a chi non ha nulla. Quindici milioni di persone che votano contro l’establishment, votano Grillo che ha promesso reddito di cittadinanza. Ma non è possibile perché costa 130 miliardi di euro”.

Islam

Inevitabile un passaggio sul momento storico che stiamo vivendo, scandito dall’incubo terrorismo. Berlusconi chiarisce: “L’Islam non ha un Papa, che dà l’interpretazione corretta delle sacre scritture, si può interpretare come si vuole, c’è chi lo intende per la pace e chi invece lo ritiene come guerra alla Maometto, che ricordiamocelo fu un generale che conquistava le città, che si faceva assegnare gli schiavi personalmente. Il Califfato che è nato sull’Islam, impone di tagliare la gola a chi è cristiano o ebreo. Non sottovalutiamo la possibilità di una perdita di identità italiana con un afflusso eccessivo di persone musulmane”.

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