Strage di piazza della Loggia, la Cassazione conferma l’ergastolo per Maggi e Tramonte Il processo terminato nella tarda serata di martedì 20 giugno, nasce dalla terza inchiesta sulla "pista veneta"

670
piazza della loggia

La prima sezione penale della Corte di Cassazione ha confermato gli ergastoli all’ex ispettore veneto di Ordine Nuovo, Carlo Maria Maggi, e all’ex fonte “Tritone” dei servizi segreti, Maurizio Tramonte, accusati per la strage di piazza della Loggia avvenuta a Brescia il 28 maggio 1974.

La decisione della Corte di Cassazione

Il verdetto della Suprema Corte, conferma così la sentenza emessa dalla Corte d’assise d’appello di Milano il 22 luglio 2014. Il pg della Suprema Corte aveva chiesto la conferma del carcere a vita ricordando i depistaggi delle indagini e dicendo che per il popolo italiano “è arrivata l’ora della verità” su questa vicenda “che ha inciso il tessuto democratico”.

La strage a piazza della Loggia

Il 28 maggio del 1974, in piazza della Loggia, a Brecia, si stava svolgendo una manifestazione antifascista indetta dai sindacati e dal Comitato antifascista. Alle 10.02 esplose una bomba, che era stata nascosta in un cestino dei rifiuti, provocando la morte di otto persone e il ferimento di altre cento. I funerali delle vittime si svolsero nella stessa piazza: vi parteciparono il capo dello Stato Giovanni Leone, l’allora presidente del Consiglio Mariano Rumor, il segretario della Cgil Luciano Lama e oltre 500mila cittadini.

Quasi mezzo secolo di indagini, istruttorie e processi

A 43 anni dalla strage, dopo 3 inchieste, istruttorie, sentenze, si è arrivati alla verità definitiva, almeno sul piano giudiziario. Il processo terminato nella tarda serata di martedì 20 giugno, nasce dalla terza inchiesta sulla “pista veneta”. Sul banco degli imputati Carlo Mari Maggi, il capo di Ordine Nuovo a Venezia, il suo braccio destro Delfo Zorzi, processati anche per la bomba di piazza Fontana a Milano, il generale dei carabinieri Francesco Delfino e l’informatore dei servizi segreti Maurizio Tramonte. Tutti assolti nel 2010 per insufficienza di prove. Nel 2014 la Cassazione conferma l’assoluzione per Zorzi ma annulla quelle per Maggi e Tramonte.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS