Faceva propaganda per l’Isis, arrestato un iracheno a Crotone Dall'inchiesta è emerso che l'uomo - che aveva esultato in occasione dell'attentato di Manchester - svolgeva l'attività di proselitismo nei confronti dei migranti ospitati nel Centro Sprar di Crotone

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“Deluso… amo questo coltello nelle tue mani…. oh Dio con questa fede ti seguirò e con le mie gambe se Dio mi darà il senno prenderò gli infedeli dalla coda… ohi…ohi…ohi… agli ebrei infedeli… lui parlare…parlare……”. Sono alcune delle frasi – intercettate durante delle conversazioni telefoniche con amici e familiari – che sarebbero state pronunciate da Hamiar Abss Hussien, un richiedente asilo iracheno di 29 anni, arrestato dalla Polizia per terrorismo.

La propaganda per l’Isis

L’uomo, secondo le indagini, avrebbe fatto propaganda per l’Isis istigando alcuni inquilini del centro Sprar di Crotone a entrare a far parte del sedicente Stato islamico e a compiere atti violenti. Le indagini, coordinate dalla Dda di Catanzaro diretta da Nicola Gratteri, sono state condotte dai poliziotti della Digos di Crotone. L’Iracheno, considerato dagli investigatori persona violenta, è accusato di associazione con finalità di terrorismo internazionale e istigazione a delinquere.

L’esultanza dopo la strage al concerto di Ariana Grande

Dall’inchiesta è emerso che l’uomo – che aveva esultato in occasione dell’attentato di Manchester – svolgeva l’attività di proselitismo nei confronti dei migranti ospitati nel Centro Sprar di Crotone fornendo notizie, chiarimenti e materiali dello Stato Islamico.

Le telefonate con la sorella

“Non c’è bisogno di andare in Iraq o in Siria per fare il jihad: si può anche rimanere in Italia, per redimere gli infedeli, ai quali va tagliata la gola”, ha affermato il richiedente asilo – che aveva fatto domanda di asilo politico in Norvegia (nel 2008), in Finlandia (2009), in Germania (2010), e in Danimarca nel 2010 – parlando al telefono con la sorella. Alla donna, inoltre,  l’uomo riferisce infatti che nonostante qualcuno gli avesse chiesto di tornare nel suo paese per prendere parte alla guerra santa dell’Isis, proprio la condivisione dei principi del jihad lo avrebbero invece spinto a rimanere in Italia per “redimere gli infedeli”.

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