Al via il Sinodo per l’elezione del Patriarca greco melkita I vescovi chiamati a scegliere il successore di Sua Beatitudine Gregorio III Laham

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Come riporta l’agenzia Fides, è iniziato oggi il Sinodo dei vescovi della Chiesa greco-melkita che dovrà eleggere il nuovo Patriarca, dopo che, all’inizio di maggio, Papa Francesco ha comunicato di aver accettato la rinuncia all’incarico patriarcale da parte di Gregorio III Laham. L’assemblea sinodale si svolge a Ain Traz, a sudovest di Beirut, e vede la partecipazione di 29 dei 33 aventi diritto al voto per l’elezione patriarcale. Le riunioni della prima giornata saranno scandite dalle riflessioni spirituali tenute da Joseph Kallas, Arcivescovo greco-melchita emerito di Beirut e Jbeil. A partire da domani, 20 giugno, prenderà il via il processo elettorale che porterà all’elezione del nuovo Patriarca che dovrà ottenere i due terzi dei voti per risultare eletto.

Papa Francesco lo scorso 6 maggio aveva accolto le dimissioni di Sua Beatitudine Gregorio III Laham, monaco dell’Ordine Basiliano del Ss.mo Salvatore dei Melkiti, che nel dicembre scorso ha compiuto 84 anni ed era stato eletto Patriarca nel 2000. Durante il suo mandato ha dovuto affrontare la grave crisi siriana e l’accentuarsi della persecuzione dei cristiani in Medio Oriente. In attesa dell’elezione del nuovo patriarca, l’amministratore è mons. Jean-Clément Jeanbart, arcivescovo di Aleppo dei Greco-Melkiti, vescovo più anziano per ordinazione del Sinodo Permanente. Nato ad Aleppo nel 1943, è stato parroco nella città siriana prima di essere eletto arcivescovo nel 1995. Una volta concluso il processo elettorale, si unirà all’assemblea sinodale anche l’arcivescovo Gabriele Caccia, nunzio apostolico in Libano. La proclamazione dell’avvenuta elezione avverrà dopo che il nuovo Patriarca avrà ricevuto la “Ecclesiastica Communio” da parte di Papa Francesco.

La Chiesa cattolica greco-melkita è di rito bizantino ed estende la sua giurisdizione su tutti i fedeli cattolici di rito bizantino residenti negli antici patriarcati di Antiochia, Gerusalemme, Alessandria d’Egitto e della diaspora.

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