Missili iraniani contro postazioni dell’Isis in Siria, i Pasdaran: “Nuovi lanci se ci attaccano” L'operazione è stata eseguita come ritorsione per gli attentati di Theran e Qom. Il generale Amir Ali Hajizade: "I terroristi pagheranno un prezzo elevato per i loro atti malvagi"

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I Pasdaran iraniani hanno reso noto di aver lanciato missili contro l’Isis in Siria in rappresaglia all’attacco sferrato a Teheran e a Qom dal sedicente Stato Islamico nei giorni scorsi, uccidendo almeno 17 persone e provocando numerosi feriti. Lo si legge sul sito web dei Guardiani della Rivoluzione e sulle agenzie semi-ufficiali della Repubblica islamica.

L’attacco missilistico “ha colpito una base logistica dell’Isis a Dayr az Zor”, nell’est del Paese, ed “è stato compiuto con aerei senza pilota che hanno attraversato l’Iraq e hanno operato con estrema precisione sugli obiettivi in territorio siriano” ha spiegato il comandante delle Forze aereo-spaziali del Corpo delle guardie della Rivoluzione islamica, generale Amir Ali Hajizade, aggiungendo che “i terroristi devono pagare un prezzo elevato per tutti i loro atti malvagi”. “Teheran non è Londra o Parigi – ha continuato Hajizade – e i nemici dovrebbero sapere che questa è stata solo una piccola operazione e, se compiranno il più piccolo errore, saranno puniti molto più duramente”. Il generale ha quindi rimarcato il “difficile lavoro di intelligence per individuare gli obiettivi”, sottolineando che “colpire con precisione un piccolo edificio a 700 chilometri di distanza trasmette un messaggio che può far valutare il potere dell’Iran”.

Un altro ufficiale, il generale Ramazan Sharif, ha aggiunto che i Pasdaran effettueranno “nuovi lanci” di missili con “maggiore potenza qualora i jihadisti dovessero lanciare un attacco che violi la sicurezza” dell’Iran. L’operazione, in ogni caso, è un messaggio inviato non solo ai terroristi in Siria ed in Iraq ha avvertito Sharif: “I sauditi e gli americani sono tra i principali destinatari di questo messaggio”.

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