Il sangue che esce dall’Ostia

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Il mistero della fede cattolica è racchiuso in un rigagnolo rosso. È quello che nel corso della storia, ad ogni latitudine, numerosi laici e religiosi hanno visto fuoriuscire da Ostie consacrate. È il sangue di Cristo, versato per la nostra salvezza, che talvolta si manifesta prodigiosamente in modo visibile.

Il Corpus Domini

Lungo è l’elenco dei Miracoli Eucaristici riconosciuti dalla Chiesa. Iniziarono a verificarsi con una certa frequenza dopo l’11 agosto 1264, giorno in cui Papa Urbano IV, dalla residenza della corte pontificia di Orvieto, scrisse la bolla Transiturus, con cui estese a tutta la Chiesa la solennità del Corpus Domini.

A convincere il Santo Padre a scrivere tal documento fu proprio uno di questi prodigi, avvenuto un anno prima a Bolsena, ridente cittadina laziale che si affaccia sull’omonimo lago. Un sacerdote boemo, in pellegrinaggio verso Roma, si fermò a celebrare la Messa in questa località. Nel momento in cui spezzò l’Ostia consacrata, fu pervaso dal dubbio che essa contenesse veramente il Corpo di Cristo. Fu allora che dall’Eucarestia uscirono alcune gocce di sangue, che macchiarono sia il corporale di lino, oggi conservato nel Duomo di Orvieto, sia alcune pietre dell’altare, custodite in una teca nella Basilica di Santa Cristina, a Bolsena.

La festa del Corpus Domini, non ancora innalzata a memoria obbligatoria per tutta la Chiesa universale, esisteva già dal 1246. Fu istituita nel corso di un Concilio convocato appositamente da un vescovo belga, dopo che una monaca agostiniana di Liegi, la sua diocesi, aveva avuto una visione in cui Cristo stesso le chiedeva di adoperarsi perché vi fosse una festa del Santissimo Sacramento.

Gli scontri con i protestanti

Celebrazione, quest’ultima, che dopo la riforma protestante ha assunto contorni molto significativi, specie in quelle zone d’Europa in cui accesa era la contrapposizione tra cattolici e adepti di Martin Lutero e di Calvino. Tra XVI e XVII secolo la solenne processione con il Santissimo Sacramento, nel giorno del Corpus Domini, fu spesso bersaglio anche violento di provocazioni e gesti blasfemi. Ma la festa liturgica resistette a questi attacchi, salvando il cattolicesimo da chi voleva affossarlo.

E a salvare la fede del popolo dalla tentazione protestante, furono sovente gli stessi Miracoli Eucaristici, quali eventi che trascendono la natura per indicare agli scettici il cuore del grande piano di Dio.

Il Miracolo di Lanciano

Qualcosa di simile avvenne già verso la metà dell’VIII secolo in quel di Lanciano, in Abruzzo. A quel tempo l’Italia era diventata rifugio di numerosi monaci in fuga dall’Oriente, perseguitati nel contesto della politica imperiale contro le immagini religiose. Uno di loro, mentre stava celebrando una Messa in una chiesa lancianese, fu colto dal dubbio sulla presenza di Cristo nel pane e nel vino.

Secondo quanto tramandato, dopo che ebbe pronunciato le parole della consacrazione, l’ostia si trasformò in un pezzo di carne sanguinante, mentre il vino si tramutò in sangue, successivamente coagulatosi in cinque grumi di diverse dimensioni.

Si tratta del primo Miracolo Eucaristico della storia. Le reliquie si trovano oggi nella chiesa di San Francesco, a Lanciano, conservate in un ostensorio e in un calice di scuola napoletana. Non sono poche le persone, talvolta miscredenti, che recandosi nella città abruzzese per visitare le reliquie, ne rimangono impressionate.

I più recenti esami scientifici hanno attestato che la carne “si dimostra appartenente al miocardio (tessuto muscolare che costituisce le pareti del cuore, ndr)”, che il sangue è autentico, che il gruppo sanguigno è AB, lo stesso della Sindone.

Eventi come quello di Lanciano interrogano la scienza, sollecitano la curiosità umana ed alimentano la fede. E non si tratta di episodi confinati alle sole epoche antiche, segnate da una propensione alla fantasiosa credulità. Anche oggi, in cui un freddo razionalismo sembra aver contaminato anche parte del mondo cattolico, i Miracoli Eucaristici continuano a verificarsi.

Un recente Miracolo Eucaristico

Appena quattro anni fa, l’ultimo episodio di questo tipo. Durante la Messa di Natale del 2013 in una chiesa della diocesi di Legnica, nel sud-ovest della Polonia, un’Ostia cadde a terra. Riposta in un contenitore d’acqua su iniziativa dei sacerdoti, dopo qualche tempo si tinse di un alone rosso suscitando stupore tra celebranti e fedeli.

Il vescovo emerito di Legnica, mons. Stefan Cichy, una volta messo al corrente del fatto, istituì una commissione scientifica per analizzare il fenomeno. Le analisi diramate comunicarono che “nell’immagine istopatologica si è scoperto che i frammenti di tessuto contengono parti frammentate di muscolo striato trasversale”. E ciò “assomiglia molto al muscolo cardiaco”. I test hanno inoltre determinato che il tessuto ha “origine umana” e assume “alterazioni che appaiono di frequente durante un’agonia”.

La Chiesa, attraverso la Congregazione per la Dottrina della Fede, seguendo il solito rigoroso iter scientifico per ottenere prove ragionevoli, si è pronunciata in modo favorevole sul Miracolo Eucaristico di Legnica.

Carlo Acutis

Anche la scienza dunque, dinanzi a questi prodigi, è costretta ad alzare le mani lasciando posto al sensum fidei. Esiste un sito (www.miracolieucaristici.org/), in cui è possibile visionare ognuno di questi miracoli riconosciuti dalla Chiesa, con schede illustrative e foto. L’autore del prezioso lavoro è un giovanissimo devoto, Carlo Acutis, deceduto a quindici anni, il 12 ottobre 2006, a causa di una leucemia fulminante.

Chiunque lo abbia conosciuto, lo descrive come un adolescente speciale. Avvezzo alla preghiera, alla Messa quotidiana e ad offrire sacrifici a Dio, è in corso la sua causa di beatificazione, che nel novembre 2016 ha terminato il corso nella diocesi di Milanoiniziando quello in Vaticano.

Carlo Acutis definiva l’Eucarestia “la mia autostrada per il cielo”. La festa che la Chiesa celebra oggi, il Corpus Domini, serve proprio a rifornire il nostro spirito di quella benzina necessaria per intraprendere questo viaggio santo. E i Miracoli Eucaristici ci ricordano che nel viaggio non siamo soli.

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