Le truppe governative entrano nel centro storico di Mosul, Isis verso la disfatta All'operazione partecipano forze speciali, esercito e polizia federale. L'Onu: 150 mila civili ancora intrappolati in città

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Isis sempre più vicino alla sconfitta nella sua roccaforte Mosul, in Iraq. Le truppe governative stanno infatti entrando nel centro storico della seconda città del Paese. Lo ha detto il generale Abdul-Amir Rasheed Yar Allah, comandante delle operazioni terrestri nella provincia di Ninive. L’ufficiale ha spiegato che le forze speciali, l’esercito e la polizia federale stanno prendendo parte all’operazione.

Il Califfato conquistò Mosul nell’estate del 2014, nel corso della sua offensiva nell’Iraq centro-settentrionale. Le forze di Baghdad hanno lanciato una vasta operazione nell’ottobre scorso riconquistarla. Si ritiene che che circa 150.000 civili siano intrappolati nel centro cittadino. Secondo l’Onu i cecchini jihadisti sparano sulle famiglie che cercano di fuggire a piedi o in barca attraverso il fiume Tigri, come parte di una tattica per usare i civili come scudi umani. Le forze governative irachene hanno strappato al Daesh i quartieri orientali della metropoli nel mese di gennaio, lanciando il mese successivo l’offensiva sulla zona occidentale che include la città vecchia e la Grande moschea di Al Nouri, dove nel 2014 il sedicente “Califfo” Abu Bakr al Baghdadi si auto-proclamò difensore della “umma”, la comunità dei musulmani.

Secondo fonti militari irachene sarebbero poche centinaia i combattenti del sedicente Stato islamico asserragliati nel centro storico. Lo scorso 11 giugno il premier iracheno Haider al Abadi ha annunciato che “l’Iraq proclamerà a breve la vittoria contro Daesh e inizierà la fase della ricostruzione”. Il capo del governo ha detto che nessuno si immaginava che la sconfitta militare del sedicente “Califfato” sarebbe arrivata a una tale velocità. “Presto proclameremo la vittoria e inizieremo la fase della ricostruzione e della stabilità”, ha affermato il premier. “L’Iraq – ha concluso Abadi – è diventato un cimitero per lo Stato islamico, dove il sogno di espansione (dei terroristi) è stato soppresso”.

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