Gentiloni, “E’ arrivato il tempo dello ius soli”. Grillo: “Legge invotabile” La legge sulla cittadinanza era stata approvata dalla Camera alla fine del 2015

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Bagarre tra i vari schieramenti politici sullo ius soli, il diritto di cittadinanza per i bambini nati in Italia da cittadini stranieri. La legge sulla cittadinanza era stata approvata dalla Camera alla fine del 2015 e – dopo gli scontri e i contusi di ieri al senato – il tutto si è concluso con un “nulla di fatto” e il voto è slittato al “dopo le urne”.

Ius soli e ius sanguinis

Lo ius soli (dal latino: “diritto del suolo”) è un’espressione giuridica che indica l’acquisizione della cittadinanza (in questo caso italiana) come conseguenza del fatto di essere nati sul territorio indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori. Si contrappone allo ius sanguinis (o “diritto del sangue”), che indica invece la trasmissione alla prole della cittadinanza del genitore.

Le fazioni in breve

La legge è sostenuta dal Pd, mentre sono contrarie le principali forze di opposizione: Forza Italia e Lega Nord si oppongono in maniera molto visibile – giovedì scorso la Lega ha tenuto una manifestazione di protesta all’interno del Senato – mentre il Movimento 5 Stelle aveva deciso di astenersi, come già aveva fatto alla Camera, anche al Senato.

Grillo

“Trattasi non di legge, ma di pastrocchio invotabile“, ha motivato la scelta dell’astensione il leader pentastellato Beppe Grillo sul suo blog. “E’ vergognoso – rileva – tenere il Parlamento in stallo per discutere di provvedimenti senza capo né coda, mentre non si fa nulla per dare una mano alle famiglie italiane che si trovano in grande difficoltà economica”.

Gentiloni

A favore del Sì il premier Paolo Gentiloni: “E’ arrivato il tempo di poter considerare a tutti gli effetti questi bambini come cittadini italiani. Glielo dobbiamo, è un atto doveroso e di civiltà. Mi auguro che il Parlamento lo faccia presto nelle prossime settimane. Questa legge non riguarda solo il diritto di questi bambini, ma interessa anche la sicurezza del nostro Paese: la via contro la radicalizzazione non è la costruzione di muri, ma quella del dialogo e l’inclusione. C’è una parte dell’opinione pubblica italiana che guarda con diffidenza a questa decisione: non dobbiamo fare finta che non ci sia. Diventando cittadini italiani si acquisiscono dei diritti, ma anche dei doveri. Non sottovalutiamo l’importanza della nostra cultura e della nostra identità”.

Casini

Favorevole anche il presidente della commissione Esteri del Senato, Pier Ferdinando Casini. Intervistato da Repubblica, il presidente ha invitato ad approvare lo Ius soli: “Il nostro paese invece di andare avanti torna indietro ed emerge la barbarie di chi sull’immigrazione vuole fare campagna elettorale. Mi appello prima ancora che all’umanità all’intelligenza. La parte più illuminata del centrodestra non segua i boati”. Lo ius soli è “un fatto di civiltà che non può essere spacciato come questione che riguarda l’invasione di migranti che da Lampedusa sta subendo il nostro paese”, rileva. “Qui stiamo parlando di legare a un comune destino e a un sentimento nazionale bambini che giocano coi nostri figli, che hanno la pelle di colore diverso – conclude – ma che parlano il dialetto bolognese o quello milanese, che frequentano le nostre scuole, che si sono diplomati”.

La Lega

Su Facebook il commento del segretario della Lega Matteo Salvini postato ieri dopo la bagarre al Senato: “I senatori della lega in aula stanno facendo di tutto, occupando i banchi del governo, facendosi espellere e malmenare dai commessi, per bloccare la folle legge voluta dal Pd, in base alla quale per il solo fatto di essere nati qui automaticamente si diventa cittadini italiani. La cittadinanza va desiderata e conquistata! Noi non molliamo! La cittadinanza non si regala”, ha concluso il post il leader del Carroccio.

Giovanardi

Contrario anche Carlo Giovanardi (Idea). “Il testo sullo Ius Soli imposto all’Aula del Senato, senza nessuna discussione in commissione, contiene un errore ed una omissione micidiali, che contraddicono vistosamente le dichiarazioni a sostegno del Presidente del Gruppo PD senatore Luigi Zanda e del Vice segretario del PD e ministro Maurizio Martina”.

“La cittadinanza italiana infatti – spiega – verrebbe automaticamente assegnata su richiesta di almeno uno dei genitori, se in possesso del permesso di soggiorno, anche se il bambino come spesso accade torna al paese di origine per tutto il periodo dell’infanzia, senza nessuna possibilità di verifica della sua italianità. Per questo ho sempre proposto e continuo a proporre, con emendamenti già depositati in Aula, che la cittadinanza possa essere concessa al momento dell’iscrizione al primo anno della scuola dell’obbligo, naturalmente dopo una verifica della sua capacità di esprimersi nella nostra lingua”.

Le statistiche:

Secondo uno studio della Fondazione Leone Moressa su dati Istat, citato da Repubblica, al momento in Italia ci sono circa 1 milione e 65mila minori stranieri. Moltissimi, sono figli di genitori da tempo residenti in Italia, oppure hanno già frequentato almeno un ciclo scolastico (a volte le due categorie si sovrappongono). Sempre secondo i calcoli, i minori nati in Italia da madri straniere dal 1999 a oggi sono 634.592 (assumendo che nessuno di loro abbia lasciato l’Italia). Per quanto riguarda lo ius culturae, sono invece 166.008 i ragazzi stranieri che hanno completato almeno cinque anni di scuola in Italia, non tenendo conto degli iscritti all’ultimo anno di scuole superiori perché maggiorenni.

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