L’Unicef e la povertà nei Paesi agiati: “Un bambino su 8 vittima di insicurezza alimentare” L'ente delle Nazioni unite evidenzia i dati nel rapporto "Costruire il futuro": 1 minore su 5 in condizioni di povertà relativa in Stati ricchi

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Nascere in un Paese agiato e vivere in condizioni ugualmente benestanti, a quanto pare, sono due fattori che non sempre corrispondono. Questo, almeno, quanto emerso dai dati raccolti dall’Unicef sul tenore di vita dei bambini in 41 Paesi ad alto reddito, convogliati nel rapporto “Costruire il futuro – I bambini e gli obiettivi di sviluppo sostenibile nei Paesi ricchi”. Numeri interessanti che, in un certo senso, aprono una finestra sulle condizioni di vita dei minori in Stati che, almeno apparentemente, risultano condurre un’esistenza agiata. In realtà, come specificato dalla direttrice dell’Unicef Innocenti, Sarah Cook, “redditi più alti non necessariamente portano a condizioni migliori per tutti i bambini, anzi possono aggravare la disparità”.

Unicef: “Un bimbo su 5 in povertà”

I dati sono calcolati in base agli obiettivi di sviluppo dei rispettivi Stati i quali, in qualche modo, vanno a influire sulla disuguaglianza sociale, non equiparando in molti casi i tenori di vita di tutte le fasce di una determinata società. Da qui, ad esempio, la messa in evidenza di una percentuale di insicurezza alimentare per un bambino su 8, mentre almeno 1 su 5 vive in condizioni di povertà relativa. Altrettanto interessante è notare come nella fascia di età compresa fra i 15 e i 19 anni, in molti Paesi, vi sia un’elevata percentuale di giovani che non lavora e non studia ma, allo stesso tempo, non segue un programma di formazione adeguato. E questo, in modo piuttosto impensabile, si verifica in Paesi su alti livelli di sviluppo.

Soluzioni efficaci

Anche l’Italia è rientrata nell’indagine Unicef e, a questo proposito, è emerso un ritardo piuttosto corposo del nostro Paese nel campo dell’Eliminazione della povertà. L’ente delle Nazioni unite ha indicato che, in Italia, il 25,1% dei bambini vive in condizioni di povertà relativa, mentre il 51% di povertà multidimensionale. Dati significativi che, a quanto pare, mostrano come anche in Paesi avanzati a livello di sviluppo emergano disuguaglianze sociali altrettanto marcate. L’obiettivo dell’Unicef, in questo senso, è premere per l’adozione di efficaci programmi di formazione che tengano conto dei minori compresi in ogni fascia di reddito e, allo stesso tempo, applicare soluzioni che impediscano la nascita di differnziazioni in società. Non ultimo, migliorare la comparazione dei dati su temi strettamente correlati alla vita sociale come l’immigrazione, la violenza sui minori, il bullismo e lo sviluppo della prima infanzia.

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