Perù: solo nella regione dell’Áncash oltre 300mila minori lavoratori Unicef: "Nel mondo 150 milioni i bambini lavoratori: 74 milioni sono impiegati in lavoroi pericolosi"

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Nell’Áncash – regione centrale del Perù con 1 milione di abitanti – ci sono 332.050 minori impegnati in diverse attività lavorative che in molti casi non sono neppure retribuiti adeguatamente.

L’allarme dalla Diretra

La dichiarazione arriva dalla Direzione Regionale del Lavoro di Áncash (Diretra) che, in una nota riportata dall’agenzia Fides, puntualizza come secondo le statistiche, la fascia di età dei minori vada dai 5 ai 17 anni e come il 41,9% siano maschi.

Sempre secondo le stime della Diretra, il 58,8% dei minori lavoratori peruviani svolge lavori in attività agricole, il 12,5 % in altre legate al commercio, l’8,8% sono ambulanti e l’8,2% fanno le pulizie; il 2,2% lavora nel settore edile e l’1,8% è impiegato in attività di altro genere.

Il progetto di sensibilizzazione

Per far fronte a questa piaga largamente diffusa, la Diretra ha ideato un progetto di sensibilizzazione orientato in diversi settori con l’obiettivo di diminuire gli alti tassi di lavoratori tra la popolazione minorile. Il progetto si svilupperà in particolare nelle zone più remote del Paese e consisterà in dibattiti e corsi di formazione per genitori insieme agli stessi bambini.

Unicef: “Nel mondo 150 milioni i bambini lavoratori”

Nel mondo sono più di 150 milioni i bambini intrappolati in impieghi che mettono a rischio la loro salute mentale e fisica e li condannano ad una vita senza svago né istruzione. Di questi, 74 milioni sono impiegati in varie forme di lavoro pericoloso, come il lavoro in miniera, a contatto con sostanze chimiche e pesticidi agricoli o con macchinari pericolosi.

La maggior parte dei minori lavoratori è femmina: che si tratti di lavoro in casa di altri (lavoro domestico) o in casa propria (lavoro familiare), per le bambine esso diventa spesso una vera e propria forma di schiavitù, che le costringe a vivere nell’incubo della violenza e dell’abuso. Altra faccia di questa tragica realtà è lo sfruttamento sessuale dei minori a fini commerciali, che coinvolge un milione di bambini ogni anno. Lo rivela l’Unicef in un suo recente rapporto.

 

 

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