Ius soli: bagarre in Senato, la ministra Fedeli spintonata dai leghisti Testa in Aula senza mandato al relatore. Sull'approvazione pesa il veto parziale dei grillini. Dem furenti: "A Palazzo Madama non votare equivale a dire no"

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Bagarre in Senato dopo che il ddl sullo ius soli è stato incardinato in Aula. A farne le spese la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, letteralmente assalita da alcuni parlamentari della Lega. La responsabile del Miur era tra in banchi del governo quando alcuni esponenti del Carroccio sono arrivati di corsa con “cartelloni e l’hanno spinta contro il tavolo e contro le stesse sedie”. Fedeli è stata subito medicata nell’infermeria del Senato, le sarebbero stati applicati cerotti e somministrati antidolorifici. Poco dopo ha twittato: “Sto bene, grazie a tutte e a tutti. Non saranno i tentativi di sopraffazione a fermare una battaglia di civiltà come lo #IusSoli“.

Sul provvedimento – che vede solido l’asse Pd-Si-Mdp favorevole al riconoscimento della cittadinanza italiana agli stranieri nati in Italia, e fortemente contrario lo schieramento di centrodestra, con Maurizio Gasparri di Fi che giura: “Impediremo l’approvazione” – è piombata la presa di posizione del Movimento 5 Stelle che ha annunciato ufficialmente la propria astensione sul provvedimento, con un post sul blog di Beppe Grillo: “Quello che ci propinano è un pastrocchio all’italiana che vuol dare un contentino politico a chi ancora si nutre di ideologie. Concedere la cittadinanza italiana significa concedere la cittadinanza europea, quindi un tema così delicato deve essere preceduto da una discussione ed una concertazione con gli stati dell Unione europea, per avere regole uniformi. Per questi motivi il MoVimento 5 stelle, coerentemente con quanto già fatto alla Camera, sul tema dello Ius Soli esprimerà voto di astensione”.

Una presa di posizione che getta ombre sull’approvazione del provvedimento, visto che al Senato il voto di astensione vale come negativo e vista la posizione non definita da parte dei centristi di Ap. Immediata la reazione all’annuncio dei pentastellati da parte del Pd, che sottolinea la “giravolta opportunista”, che giunge subito dopo la presa di posizione della sindaca di Roma, Virginia Raggi sullo stop agli immigrati a Roma, conseguenza verosimilmente dell’esito delle elezioni amministrative, dove il M5S ha subito una brusca frenata, a fronte degli ottimi risultati del centrodestra. “Per chiarire: astensione al Senato è voto contrario. Quindi Grillo e M5S votano come la Lega contro lo Ius Soli, una legge di civiltà”, tuona per prima il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro.

“Apprendiamo con sorpresa che il M5s ha deciso di coinvolgere anche il disegno di legge sullo ius soli nella sua giravolta di queste ore sul tema dei migranti, fatta per biechi scopi elettorali – rilancia Giorgio Pagliari, capogruppo Pd in commissione Affari costituzionali del Senato -. Come Grillo ben sa e alla faccia dell’essere ‘francescani’, il disegno di legge è finalizzato a riconoscere il diritto di cittadinanza ai figli nati in Italia da genitori immigrati e che abbiano qui frequentato le scuole. Si tratta di giovani che parlano italiano, si sentono italiani e sono di fatto italiani, ai quali viene riconosciuto finalmente un diritto sacrosanto e non di migranti che arrivano in queste ore sui gommoni. Tanto è vero che il M5s alla Camera non si è opposto e si è astenuto, mentre al Senato il voto di astensione annunciato oggi da Grillo vale come voto contrario”. Per Pagliari le motivazioni “portate da Grillo sono ridicole, utili solo a tentare di mascherare un’operazione elettorale. E pensare che i senatori del M5s hanno più volte incontrato questi ragazzi di ogni colore, italiani a tutti gli effetti, assicurando loro un sostegno che oggi viene meno”.

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