Londra, incendio alla Grenfell Tower: 17 morti. Pochissime speranze per i dispersi Prosegue il lavoro dei soccorritori nel grattacielo arso la scorsa notte. I due giovani fidanzati, Marco e Gloria, si erano trasferiti nella capitale britannica da pochi mesi. L'ultima telefonata di lui al padre: "Il fumo ci soffoca"

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Si erano laureati insieme, con il massimo dei voti, all’Università di Venezia, condividendo la passione per l’architettura e il desiderio di volare a Londra per approfondire la lingua inglese. Per questo, nel marzo scorso, Marco e Gloria, 28 anni lui e 27 lei, si erano imbarcati verso la capitale britannica, trovando subito lavoro e stabilendosi in un appartamento al 23esimo piano della Grenfell Tower. Una storia, la loro, non dissimile da quella di altri giovani che, spinti dal desiderio di costruirsi una vita insieme inseguendo le proprie aspirazioni, avevano deciso di affrontare un’avventura all’estero riuscendo in poco tempo a realizzare il loro sogno. Quanto accaduto la scorsa notte, però, ha trasformato quel sogno in un incubo: Marco, nel cuore della notte, invia un messaggio vocale ai suoi genitori lontani, chiedendo aiuto perché, quell’appartamento, era stato improvvisamente invaso da un fumo denso, sprigionato dall’enorme incendio che aveva, in un attimo, avvolto l’intero grattacielo. Gloria aveva già contattato la sua famiglia la quale, a sua volta, aveva svegliato i genitori del ragazzo alle 3.45 del mattino per riferire ciò che stava accadendo.

Momenti drammatici

Al telefono finché è stato possibile, con un’ultima frase: “Il fumo sta invadendo la casa”. Poi il nulla. Così si è conclusa la conversazione fra Marco e suo padre, distante molti chilometri, impotente di fronte alla richiesta d’aiuto di suo figlio. Contattato dall’Ansa, il genitore ha spiegato che il suo tono “era pacato, cercava di minimizzare l’accaduto dicendo che i soccorsi stavano arrivando. Penso lo facesse per tranquillizzare la fidanzata”. Da quel momento, però, dei due ragazzi italiani non si è avuta più nessuna notizia. Le autorità londinesi li hanno ufficialmente dati per dispersi poiché i loro nomi non risultano tra quelli delle persone trasportate in ospedale. E, mentre la Grenfell Tower ha appena cessato di bruciare, in Veneto sono ore di angosciante attesa: il fratello di Gloria è partito per Londra, sperando di avere ulteriori informazioni, affiancandosi ai tanti parenti di coloro ancora all’interno della torre. Solo poco tempo fa, i genitori di Marco si erano recati nel Regno Unito per far visita ai ragazzi e, come spiegato dal padre, “l’edificio anche a prima vista appariva in buone condizioni… non avremmo mai immaginato che potesse scatenarsi un inferno simile”. Per Marco e Gloria era in programma un ritorno in Italia fra pochi giorni per festeggiare, assieme a parenti e amici, i 28 anni di lui.

Il legale: “Nessuna speranza”

“Ho sentito la registrazione della telefonata di Gloria alla mamma. Le dice grazie per quello che ha fatto per lei. Stavano dando un addio. Non ci sono motivi per sperare che Gloria e Marco siano ancora vivi”. Questo quanto affermato dalla legale della famiglia della 27enne ai cronisti, sottolineando che “Gloria si era laureata il 18 ottobre ed è andata a Londra perché qui non ci sono possibilità professionali neanche per chi si laurea con 110”. Sul luogo del disastro si è recata la premier Theresa May, la quale ha annunciato l’apertura di un’inchiesta: “Adesso le persone vogliono risposte ed è assolutamente giusto”. Nel frattempo è stata identificata la prima vittima: si tratta di un siriano di 23 anni, Mohammed Alhajali, studente di ingegneria alla West London University. Suo fratello, anche lui residente nello stabile, sarebbe invece riuscito a salvarsi e, al momento, si troverebbe ricoverato in ospedale.

Le cause dell’incendio

Al momento le vittime accertate del terribile incendio sono salite a 17 ma, come spiegato dai Vigili del fuoco, le speranze di trovare qualcuno ancora in vita all’interno dell’edificio sono esigue. La bonifica dell’edificio richiederà diverse settimane e, almeno per ora, il numero dei decessi resta incerto. D’altronde, le precarie condizioni del grattacielo rendono ancora più complicato l’operato dei soccorritori nei piani non ancora perlustrati, rendendo necessaria la sospensione delle operazioni. Nel frattempo, si cerca di far luce sulle cause della tragedia: per ora non ci sono state dichiarazioni ufficiali e l’autorità hanno fatto sapere che ci sarà un’approfondita indagine per determinare ciò che ha scatenato le fiamme. Di certo, nei mesi scorsi, alcuni inquilini avevano detto la loro su un blog, accusando la società gestente di un restauro commissionato ed eseguito, secondo i residenti, non a norma. Anche la stampa britannica denuncia l’accaduto, uniformandosi sul pensiero di “una tragedia evitabile”.

I testimoni

Agghiaccianti le testimonianze dei superstiti all’incendio e di coloro che hanno osservato la scena dai dintorni. Molti hanno riferito ai cronisti di aver visto bambini lanciati dalle finestre nel tentativo di salvarli. Un bimbo, in particolare, è stato salvato da un passante che, vedendo una donna disperata gettarlo dal nono-decimo piano dell’edificio, lo ha preso al volo. Altri testimoni hanno raccontato di scene simili a quelle viste durante gli attentati terroristici dell’11 settembre 2001, con persone che saltavano nel vuoto nel tentativo di sottrarsi alle fiamme. Una delle prime persone riuscite a uscire dall’edificio in fiamme, ha raccontato alla Bbc di essere stato svegliato dalle urla delle persone e non dall’allarme antincendio il quale, a quanto pare, non avrebbe funzionato.

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