Leonardo Da Vinci: uno studio individua la casa del padre a Firenze Nelle scorse settimane era stata anticipata l'identificazione della madre del Genio in Caterina di Meo Lippi

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Localizzata in via Ghibellina a Firenze, nelle vicinanze del Museo Buonarroti, l’abitazione di Ser Piero da Vinci, il notaio considerato padre dello scienziato e artista Leonardo.

L’abitazione paterna

È quanto emerge da uno studio di Martin Kemp e Giuseppe Pallanti dal titolo ‘Mona Lisa: The People and the Painting‘ edito per la Oxford University Press presentato in anteprima nazionale martedì scorso a Vinci (Firenze). Nelle scorse settimane era stato anticipato il particolare più saliente della ricerca, ovvero l’identificazione della madre del Genio in Caterina di Meo Lippi, frutto di ricerche in alcune istituzioni del suo paese natale come la Biblioteca Leonardiana, l’archivio storico comunale e quello parrocchiale della chiesa di Santa Croce.

Ser Piero, padre di Leonardo, esercitò la professione di notaio in Firenze dal 1448 al 26 giugno 1504. Quando morì, il 9 luglio 1504, Leonardo annotò che era ancora “notaio al Palazzo del Podestà” (oggi Museo del Bargello, tra via del Proconsolo e via Ghibellina), nei cui pressi ebbe sempre lo studio. Ora la nuova ricerca pone a pochi passi dal luogo di lavoro anche l’ultima abitazione posseduta dal notaio. Qui Piero visse dal 1 marzo 1480, come dichiarò nella portata al catasto dello stesso 1480, fino al giorno della sua morte.

Gli altri luoghi

Ser Piero abitò nel Popolo di San Firenze almeno dal 19 agosto 1457; l’identificazione della casa è stata resa possibile grazie a un documento del 7 febbraio 1462, in cui sono indicati i confini dello stabile che si trovava in Borgo dei Greci, prossima a quella che era Via del Canestruccio e anche alla casa degli Amadori (la famiglia di Albiera, prima moglie di Ser Piero).

Dal 29 ottobre 1462 al 29 marzo 1464, Ser Piero abitò con la moglie Albiera nel quartiere di Santa Maria Novella, Popolo di Santa Maria Sopra Porta, in prossimità della Piazza di Parte Guelfa. In questa casa, il 16 giugno 1463, nacque Antonia, figlia di Ser Piero e di Albiera, che morì e fu sepolta il 21 luglio dello stesso anno nella chiesa di San Biagio (già chiesa di Santa Maria Sopra Porta), dove il 15 giugno 1464 fu sepolta anche Albiera, morta “sopra parto”.

Dopo alcuni mesi in Piazza della Signoria, il 28 ottobre 1467 prese in affitto (per 30 fiorini l’anno) la casa in cui abitò fino al 1480 insieme a Leonardo, nel Popolo di Sant’Apollinare, in Via delle Prestanze. L’edificio apparteneva all’Arte dei Mercatanti (o di Calimala) e venne poi abbattuto per costruire l’attuale Palazzo Gondi. Lo ricorda una targa: “Leonardo da vinci / visse la benaugurata giovinezza / in una casa dell’arte dei mercatanti / che da Giuliano Gondi fu compra e disfatta / nel murare questo palagio / al quale dandosi perfezione nel mdccclxxiv / il comune e il signore concordi / vollero che la memoria di tanto nome / al nobile e vago edificio / accrescesse decoro”. Infine, dal 1 marzo 1480 Ser Piero abitò nel Popolo di San Pier Maggiore in via Ghibellina, dove morì 24 anni più tardi.

La Gioconda

Kemp e Pallanti hanno nel contempo lavorato nel cercare trecce storiche legati alla famiglia di Francesco del Giocondo e di Lisa Gherardini, da cui fu commissionato a Leonardo Da Vinci il celeberrimo ritratto conosciuto appunto come la ‘Gioconda‘.

“Siamo entrati in possesso di una documentazione nuova e ricca – spiega Giuseppe Pallanti – che ci ha permesso di ricostruire la famiglia e il tessuto economico. In particolare abbiamo indagato sulle relazioni con Giorgio Vasari: confermiamo la sua prossimità con Piero Del Giocondo, figlio di Francesco e Lisa, tra il 1555 e il 1557, che avrebbe portato dunque a uno scambio di informazioni tra i due”. Francesco del Giocondo, secondo la storiografia, oltre ad aver commissionato la Gioconda a Leonardo, teneva stretti rapporti con il padre Piero legati alla propria attività economica. Fonte: Ansa

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