Attentati di Teheran. L’Iran accusa l’Arabia Saudita Secondo il comandante delle Guardie della Rivoluzione islamica, i terroristi sarebbero stati sostenuti dai sauditi

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Teheran

Ci sarebbe l’Arabia Saudita dietro al duplice attentato che la scorsa settimana ha provocato a Teheran dodici morti e una trentina di feriti. L’accusa giunge dal comandante delle Guardie della Rivoluzione islamica (Irgc), Mohammad Ali Jafari.

Le prove dell’Iran

Quest’ultimo, intervistato dall’agenzia di stampa Fars, ha dichiarato che l’Iran dispone di prove del coinvolgimento saudita. “Disponiamo di prove che sfortunatamente dimostrano come l’Arabia Saudita abbia sostenuto i terroristi e chiesto loro di condurre operazioni in Iran”, ha dichiarato il generale. Jafari ha anche ribadito l’accusa a Stati Uniti e Israele di sostenere i gruppi terroristici salafiti nella regione.

Ad alimentare la polemica tra i due Paesi del Golfo ci ha pensato ieri il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, scrivendo sul proprio profilo Twitter che una delle cause fondamentali della diffusione del terrorismo internazionale è da ricercarsi nella tolleranza concessa dai Paesi occidentali al wahhabismo, la dottrina islamica ultra-conservatrice promossa dall’Arabia Saudita.

La complicità degli Stati Uniti

Il ministro iraniano ritiene che gli attentati di Parigi, Nizza e Bruxelles sarebbero stati organizzati da una comune matrice wahhabita. Zarif, oltre a rilanciare l’idea di un “Forum per il dialogo regionale nel Golfo Persico“, ha denunciato “una nuova trappola: la complicità degli Stati Uniti nella marginalizzazione delle correnti musulmane mature lascerà ancora una volta terreno libero al reclutamento da parte degli estremisti wahhabiti”.

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