Grillo a valanga sui campi rom: “Chiusura e censimento delle aree abusive”. Renzi: “Presa in giro” Dopo la missiva della sindaca Raggi al prefetto, il leader M5S indica la linea ma precisa: "Ci vorrà tempo". E l'opposizione insorge: "Svegliati tardi"

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censimento campi rom

“Chiusura dei campi rom, censimento di tutte le aree abusive e le tendopoli. Chi si dichiara senza reddito e gira con auto di lusso è fuori. Chi chiede soldi in metropolitana, magari con minorenni al seguito, è fuori. In più sarà aumentata la vigilanza nelle metro contro i borseggiatori”. Il pensiero (espresso via blog) del leader del Movimento Cinque stelle, Beppe Grillo, è piuttosto chiaro e va ad allinearsi a quanto scritto da Virginia Raggi al prefetto di Roma, richiedendo “una moratoria sui nuovi arrivi dei migranti” sul territorio romano. Una questione che va ad aggiungersi alla dichiarata intenzione del Campidoglio di riorganizzare la vita dei rom capitolini, procedendo alla chiusura dei campi nomadi (a cominciare dai due grandi siti di Monachina e La Barbuta entro due anni) e all’inserimento delle famiglie in un percorso di cittadinanza che prevede anche un’assistenza logistica ed economica.

Grillo: “Ci vorrà tempo”

Ma il leader genovese precisa: “Lo diciamo subito: ci vorrà tempo. Queste non sono operazioni che si fanno dall’oggi al domani. Qualsiasi tecnico specializzato vi dirà che serviranno mesi. Come per tutto quello che la vecchia politica ha lasciato a Roma, anche in questo caso il Movimento 5 Stelle non ha la bacchetta magica. Ma ha la libertà di fare le cose che dovevano essere fatte 20 anni fa”. A ogni modo, la linea M5S sui campi rom resta quella indicata dalla sindaca Raggi: chiusura delle baraccopoli e inserimento sociale, a livello scolastico in primis. Una posizione, tuttavia, che non ha trovato particolare consenso da parte dell’opposizione sia in merito al piano d’azione del Comune che alle parole di Grillo. Dalla destra alla sinistra, più o meno tutti concordi nell’indicare la missiva di Raggi come una tardiva presa di posizione in merito a una questione tutt’altro che recente. Nel frattempo è arrivato il commento di Matteo Renzi che, a RepubblicaTv precisa: “Sono le classiche dichiarazioni a presa in giro degli italiani. Io l’ho smontato un campo rom a Firenze e so cosa significa. Serve costanza, fatica. Grillo in questo momento ha un problema: si sta accorgendo che la realtà è più complicata del blog e la politica più difficile di un algoritmo”

Dubbi sul piano

Del resto, anche il piano per il superamento dei campi aveva incontrato più di qualche dubbio, a cominciare dalla sua inquadratura sui nove campi di maggiori dimensioni, lasciando diversi interrogativi sulle realtà di minore entità ma comunque rilevanti, specie in zone periferiche. E’ di pochi giorni fa la notizia di una missiva coordinata fra numerosi comitati di quartiere delle zone periferiche della Capitale in merito alla questione dei roghi tossici, indicati fra le principali problematiche perpetrare dai campi rom, a cominciare da realtà “storiche” come Via Salviati, a Tor Sapienza, e Salone: “Credo che occuparsi di accoglienza sia elemento che deve saper coniugare aiuto umanitario e legalità – ha spiegato Debora Diodati, presidente della Croce Rossa di Roma -. La Capitale, d’altro canto, vive una situazione di deficit strutturale sull’assistenza a persone fragili che comprende anche le persone migranti e che necessita di interventi organici. Per questo mi auguro che il Sindaco – a cui mi sento di proporre un incontro con le realtà del volontariato – aiuti a gestire al meglio un sistema di accoglienza che necessita del contributo di tutte le Istituzioni. E’ necessaria, infatti, un’azione di intervento ad ampio raggio sul disagio e le fragilità sociali, economiche e umane”.

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