Mosul: cibo avvelenato nel campo profughi, 2 vittime e centinaia di intossicati Gli alimenti contaminati erano stati distribuiti da una Ong. Fermato il proprietario di un ristorante di Erbil

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E’ di almeno 2 morti e di centinaia di intossicati il bilancio di un avvelenamento da cibo avvenuto in un campo profughi situato vicino Mosul, città dell’Iraq nella quale le forze governative stanno cercando di strappare all’Isis gli ultimi quartieri del centro. Lo ha detto all’agenzia Ap Adila Hamoud, ministro della Salute, senza azzardare ipotesi circa il fatto che l’episodio sia stato intenzionale o accidentale.

Nello specifico il fatto è avvenuto a Khazir, dopo che il cibo era stato distribuito da una organizzazione non governativa per l’Iftar, il pasto serale che interrompe il digiuno diurno durante il mese di Ramadan. Una donna e una bambina sono decedute e 752 persone sono rimaste intossicate, 300 versano in gravi condizioni. Per l’avvelenamento la polizia ha fermato il proprietario di un ristorante di Erbil, nel Kurdistan iracheno, da cui proveniva il cibo che avrebbe provocato la tragedia.

Il campo profughi coinvolto nell’incidente si chiama Hasansham U2 e accoglie più di 6 mila persone che sono state costrette a lasciare le loro case a Mosul, a causa degli scontri tra esercito iracheno e sedicente Stato Islamico. L’Unhcr, l’agenzia dell’Onu che si occupa di profughi e rifugiati, ha detto che circa 200 persone sono state portate in tre ospedali diversi della zona, dopo che avevano mostrato i sintomi dell’intossicazione alimentare.

Da tempo le associazioni umanitarie che assistono i rifugiati chiedono un maggior sostegno alla comunità internazionale per far fronte all’emergenza umanitaria in corso nella regione di Mosul. In città i jihadisti combattono porta a porta contro le forze irachene, appoggiate dagli aerei della Coalizione anti-Isis a guida Usa, che stanno cercando di riconquistare completamente Mosul, caduta in mano al Califfato nel 2014 e ripresa in parte da Baghdad. Ma la resa non è dietro l’angolo e le vittime civili, soprattutto i minori, rischiano di essere ancora molte.

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