Kosovo. L’ex leader Uck Haradinaj verso il Governo Le elezioni di ieri hanno sancito la vittoria della "coalizione di guerra" dei nazionalisti di etnia albanese. La preoccupazione di Belgrado

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elezioni Kosovo

Il risultato uscito in queste ore dalle urne in Kosovo rischia di gettare benzina sul fuoco mai sopito dei Balcani. A scrutinio quasi ultimato, con lo spoglio del 91% delle schede, la vittoria sembra ormai in pugno alla cosiddetta “coalizione di guerra”, che fa capo a Ramush Haradinaj, già leader degli indipendentisti albanesi dell’Uck, con il 34,6% dei voti.

Al secondo posto, con il 27% dei voti, si piazza il movimento nazionalista e radicale Vetevendosje (Autodeterminazione) del candidato premier Albin Kurti. Un risultato inaspettato, se si pensa che alle elezioni del 2014 lo stesso partito non arrivò oltre il 14% delle preferenze. Un gradino sotto la coalizione moderata Laa, del candidato Avdullah Hoti, che si è fermata al 26%.

L’affluenza totale si è aggirata intorno al 41%. Da registrare però alcuni picchi di elettori che si sono recati ai seggi nelle municipalità serbe, il che ha portato a buon risultato per Srpska Lista, partito che gode del sostegno delle enclavi serbe del Kosovo che ha raggiunto quasi il 6% dei voti, riuscendo così ad occupare tutti e dieci i seggi destinati ai parlamentari serbi.

Alleanze per governare

 

Caroselli per le strade di Pristina a seguito dell’annuncio della vittoria di parte di Haradinaj. L’ex leader dell’Uck avrà tuttavia bisogno di alleati per poter governare. Per la fiducia in parlamento (che conta 120 seggi) c’è bisogno di 61 voti a favore, mentre la coalizione di Haradinaj ne disporrebbe di 40-42.

Le sfide del nuovo governo

Tante e delicate le sfide che si appresta ad affrontare il nuovo governo. In primo luogo si dovrà trovare un modo per ristabilire il dialogo con la Serbia, congelato da mesi, poi bisognerà creare una Comunità delle municipalità serbe, come prevedono gli accordi di Bruxelles, e procedere con la ratifica dell’accordo con il Montenegro sulla demarcazione della linea di confine.

Da non sottovalutare le possibili messe sotto accusa per crimini di guerra da parte del nuovo tribunale dell’Aja di nuovi funzionari governativi che in passato hanno imbracciato le armi con l’Uck, primo tra tutti il suo vecchio leader ed attuale presidente del Kosovo Hashim Thaci.

Reazioni in Serbia

L’esito delle urne ha suscitato preoccupazioni a Belgrado. Il presidente della Serbia, Aleksander Vucic, ha commentato che la vittoria dei nazionalisti in Kosovo porterà “un sacco di difficoltà e problemi”, ma ha anche sottolineato l’importanza di portare avanti il dialogo con Pristina mediato dall’Unione Europea.

 

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