A Bologna le religioni dialogano sul clima e sull’ambiente Il capoluogo emiliano diventa la capitale mondiale delle tematiche ambientali

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Le grandi religioni del mondo chiedono ai governi del G7 di agire contro il cambiamento climatico, aiutando i paesi più poveri in questa lotta e superando un modello economico basato sulle fonti fossili, che danneggia l’ambiente e genera povertà, guerre e migrazioni. E’ questo in sintesi il messaggio della Carta dei Valori e delle Azioni firmata a Bologna dai rappresentanti delle principali religioni. Il documento sarà consegnato l’11 giugno ai ministri del G7 Ambiente dall’arcivescovo di Bologna Matteo Maria Zuppi. La Carta è stata redatta dal Tavolo del dialogo interreligioso organizzato da Earth Day Italia, Ministero dell’ambiente e Banca Mondiale, coordinato da Pier Ferdinando Casini, Presidente della Commissione Esteri del Senato. Hanno firmato fra gli altri Monsignor Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna, Abd Al-SAbur Turrini Direttore Generale del CO.RE.IS (Comunità Religiosa Islamica Italiana), Alfonso Arbib, Presidente dell’Assemblea Rabbinica dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Giorgio Raspa, Presidente dell’Unione Buddhista Italiana, Swamini Hamsananda Ghiri, Presidente del Comitato del Dialogo dell’Unione Induista Italiana.

Fronte comune anti-smog delle Regioni padane

La pianura padana fa fronte comune per il miglioramento della qualità dell’aria. Le quattro Regioni (Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto e Piemonte) hanno firmato insieme al Ministero dell’Ambiente un accordo che prevede investimenti pubblici e interventi comuni per liberare dallo smog l’area, una delle più inquinate d’Europa e per questo al centro di osservazioni dall’Unione Europea. Principio cardine dell’accordo è la centralità di una lotta condivisa contro l’inquinamento atmosferico. E’ stata firmata, nell’ambito delle iniziative che domenica e lunedì porteranno al G7 Ambiente, dal ministro Gian Luca Galletti dai presidenti di Emilia-Romagna e Piemonte, Stefano Bonaccini e Sergio Chiamparino, e dagli assessori all’ambiente di Lombardia e Veneto, Claudia Terzi e Giampaolo Bottacin. L’intesa punta a misure strutturali e attuate allo stesso modo nelle quattro regioni, come regole omogenee di accesso alle Ztl, car-sharing, mobilità ciclo-pedonale, distribuzione diffusa di carburanti alternativi, limitazioni alla circolazione. Ad esse si aggiunge lo stanziamento di 16 milioni di euro complessivi da parte del Ministero: 8 milioni per gli eco-bonus delle Regioni, gli incentivi economici per la sostituzione dei veicoli più inquinanti; 8 milioni per ridurre l’inquinamento prodotto dalle attività agricole e zootecniche.

Sindacati uniti sull’Accordo di Parigi

“Oggi ribadiamo ancora una volta il nostro impegno a sostenere azioni ambiziose sul clima e l’Accordo di Parigi. Ritirarsi dall’Accordo di Parigi o da ambiziosi percorsi sul clima equivale ad abbandonare l’idea di un futuro più pulito, alimentato da buona occupazione”. È questo uno dei passi principali dell’accordo firmato da Cgil, Cisl, Uil, i sindacati degli altri Paesi aderenti al G7 Ambiente, Ituc (International Trade Union Confederation) e Tuac (Trade Union Advisory Committee), presentato oggi a Bologna nell’ambito dell’iniziativa ‘Investire nello sviluppo sostenibile’, legata al vertice ambientale dell’11 e del 12 giugno nel capoluogo emiliano. Fra i punti su cui insistono le sigle sindacali ci sono in particolare il rafforzamento delle normative in tema di processi industriali ecosostenibili e la riduzione dell’utilizzo delle sostanze tossiche; una strategia di giusta transizione, con un piano che garantisca occupazione dignitosa per tutti; l’accrescimento dei finanziamenti a sostegno delle popolazioni che si trovano ad affrontare eventi climatici estremi, in particolare nell’Africa subsahariana, in modo tale che non siano costrette ad emigrare.

Il “decologo” degli scienziati: zero emissioni

Un manifesto per una società ecologica, con dieci punti e 78 proposte concrete che, se applicate, farebbero dell’Italia un paese “a zero emissioni e zero veleni”. E’ il “Decologo” presentato a Bologna dal movimento G7M, gli ambientalisti che stanno organizzando in questi giorni una serie di iniziative alternative al vertice ufficiale nel capoluogo emiliano. Redatto e promosso da una rete di rappresentanti della società scientifica e accademica e da circa 200 associazioni, ha raccolto oltre 100 firme di scienziati, tra cui quelle del presidente dell’Associazione Meteorologica Italiana Luca Mercalli, del gruppo di ricerca di Bologna “Energia per l’Italia”, presieduto dal chimico Vincenzo Balzani, del genetista e oncologo Antonio Giordano, direttore dello Sbarro Health Research Organization di Philadelphia, dello storico dell’ambiente e merceologo Giorgio Nebbia, dei medici dell’Isde – Medici per l’Ambiente. Modello energetico, produttivo e agricolo, mobilità, gestione dei rifiuti, infrastrutture e cementificazione, acqua e servizi pubblici locali, salute pubblica e modello partecipativo sono gli ambiti in cui RE.S.eT. – la Rete Scienza e Territori per una società ecologica, declina 78 proposte concrete che, implementate, “farebbero dell’Italia un paese a zero emissioni e zero veleni”.

Città metropolitane insieme nella Carta di Bologna

Rifiuti, qualità dell’aria e delle acque, transizione energetica e mobilità sostenibile. Sono solo alcuni dei macro obiettivi della Carta di Bologna per l’Ambiente, che è stata sottoscritta venerdì alla Rocchetta Mattei sull’Appennino bolognese dalle città metropolitane di Bologna, Milano, Torino, Firenze, Bari, Roma, Catania – presenti – insieme a Cagliari, Napoli, Reggio Calabria, Genova e Palermo che hanno inviato la propria adesione formale. Il protocollo – firmato alla presenza, tra gli altri, del ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, del presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e dei sindaci di tutti i comuni della città metropolitana bolognese a pochi giorni del G7 Ambiente – è strutturato intorno ad 8 punti ed identifica gli obiettivi da raggiungere nei prossimi anni, in linea con l’agenda Onu 2030. Si tratta del primo passo delle città metropolitane sul fronte della sostenibilità ambientale ed è il primo documento di questo tipo a livello nazionale in ambito ambientale. “Noi sindaci – ha detto il padrone di casa, il primo cittadino metropolitano bolognese, Virginio Merola – riteniamo che le città e le comunità locali possano davvero essere il motore fondamentale della transizione ecologica, che avrà importanti ricadute anche sullo sviluppo economico del Paese”. Merola si è poi augurato che “il Governo elabori un’agenda urbana nazionale, garantendo alle città le risorse economiche e lo scenario normativo adeguato a tradurre i propositi in azioni concrete”.

Niente zona rossa a bologna domenica sera

Si svolgerà domenica sera all’hotel Regency, dove si tengono anche le altre iniziative del G7 ambiente, la cena di gala fra i ministri e non nel centralissimo palazzo Re Enzo come inizialmente previsto. Non ci sarà, quindi, nessuna zona rossa nel centro di Bologna e non ci saranno particolari limitazioni all’accesso pedonale alle vie principali come era stato preannunciato ieri dal Comune. Lo ha deciso il Comitato ordine e sicurezza pubblica che si è riunito in Comune. Il prefetto Matteo Piantedosi, a quanto si apprende, ha proposto una considerazione complessiva sull’impatto che avrebbe avuto la giornata di domenica, durante la quale è prevista anche una manifestazione di protesta in centro. Quindi è stato deciso lo spostamento della cena all’hotel, in modo da concentrare meglio anche l’impiego delle forze di polizia a protezione del vertice. E’ stato deciso di spostare ad altra data anche gara 1 dei playoff di Legadue di basket che vedono impegnata la Virtus Bologna.

A Bologna il manifesto della sostenibilità

Dieci obiettivi-guida, cinque metodologici e cinque di sostenibilità, uniti a una campagna nazionale di crowdfunding dal titolo #alloraspengo, a supporto di una start up innovativa che insegna agli alunni delle scuole medie a rendere la propria scuola più sostenibile. Èquesto il programma del primo ‘Manifesto della sostenibilità e della crescita per le imprese italiane’ in vista del G7 Ambiente, presentato oggi a Bologna e promosso da Unilever Italia e Giovani imprenditori di Confindustria, alla presenza del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. Il progetto ha l’obiettivo di promuovere un approccio di sostenibilità ambientale e sociale presso il mondo produttivo e istituzionale. “Investire nell’ambiente significa essere competitivi e attualizzare il concetto di responsabilità sociale d’impresa”, ha detto il ministro Galletti.

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