Crisi siriana, Mosca è sicura: “Il conflitto sta per finire. Eliminati 3mila miliziani dell’Isis” Decisive, secondo la Russia, le 4 zone di de-escalation create durante i colloqui di Astana. Poi l'accusa: "Gli Stati Uniti consentono ai terroristi di lasciare Raqqa"

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“La guerra civile in Siria si è praticamente fermata” dopo che il 4 maggio ad Astana è stato firmato un memorandum per la creazione delle zone di de-escalation. Lo ha dichiarato il capo del dipartimento generale operativo dello Stato maggiore russo, generale Serghiei Rudskoi. Da parte sua il generale Serghiei Surovikin, a capo delle truppe russe in Siria, ha spiegato che “oltre 3.000 miliziani dell’Isis sono stati eliminati” in Siria nell’ultimo mese, “tra cui diverse decine di odiosi comandanti“. “L’operazione per liberare il territorio siriano dai gruppi jihadisti Isis e Jabhat al Nusra – ha detto l’ufficiale – continuerà fino alla loro completa eliminazione”.

La Russia ha poi annunciato che “1.853 miliziani e 5.012 membri delle loro famiglie sono stati spostati dai sobborghi della capitale siriana Barzeh e Qaboun verso la provincia di Idlib”. Secondo Rudskoi, “al momento gli artificieri stanno lavorando in questi centri abitati, controllando se ci sono ordigni esplosivi negli edifici lasciati dai miliziani”. Il generale ha affermato che l’operazione è stata messa in atto “per evitare vittime tra i civili“. Surovikin ha aggiunto che le truppe governative hanno ripreso il controllo di 105 chilometri del confine tra Siria e Giordania nell’ambito di un’offensiva contro le postazioni del Califfato.

Mosca ha poi accusato la coalizione a guida Usa e i gruppi armati curdi di permettere ai terroristi dell’Isis di lasciare Raqqa e di “dirigersi verso le province dove sono attive le forze governative siriane”. “Invece di eliminare i terroristi colpevoli dell’uccisione di centinaia e migliaia di civili siriani – ha detto Surovikin – la coalizione a guida Usa assieme all’Unione delle forze democratiche da essa controllata, agisce in collusione con i capibanda dell’Isis che lasciano senza combattere gli insediamenti che avevano preso e si dirigono verso i luoghi in cui sono attive le forze governative siriane“.

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