Salta l’accordo sulla legge elettorale: scambio di accuse tra M5s e Pd

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legge elettorale

Fumata nera, nerissima nell’Aula della Camera sulla legge elettorale. “E morta” annuncia il relatore Emanuele Fiano “l’hanno uccisa i Cinque Stelle“. A far saltare l’accordo tra Forza Italia, Pd, Lega e M5s è stato un emendamento presentato dall’azzurra Michaela Biancofiore (e con un testo analogo anche dal deputato M5S, Riccardo Fraccaro) sulla disposizione dei collegi elettorali del Trentino Alto Adige e sul quale i relatori avevano espresso parere contrario. I favorevoli sono stati 270, i contrari 256.

Giallo

Al voto sull’emendamento “incriminato” alla legge elettorale scatta il “giallo” del tabellone. Questi i fatti: la presidente Boldrini indice la votazione specificando che è a scrutinio segreto. Ma sul tabellone invece di spuntare le palline tutte azzurre, come accade per le votazioni segrete, spuntano quelle rosse e verdi, come accade per quelle palesi. Si scorgono dei voti favorevoli nei banchi del Pd e di Fi. Ci si accorge dell’inconveniente, Boldrini chiede di rimediare e le palline diventano tutte azzurre. Ma le proteste non si placano. E Massimo Corsaro chiede “che il responsabile di ciò sia allontanato”. “C’è stato un errore materiale. Non lo nego. Mi dispiace sia accaduto“.

Scambio di accuse

“Oggi il M5s ha dimostrato che la sua parola non vale nulla” ha sbottato il dem Ettore Rosato. “I 5 Stelle – ha aggiunto – non hanno mai detto nulla sulla questione, anzi sono stati d’accordo con noi in commissione a non toccare la legge del Trentino e oggi, sapendo che andando a toccare quel punto avrebbero di fatto bloccato la legge, hanno organizzato la trappola in aula. E’ evidente la loro operazione per far fallire la legge elettorale”. Pronta la risposta di Danilo Toninelli. “Questo era un emendamento di giustizia perché applica la legge elettorale al Trentino. Cosa volevate, che il Trentino fosse un feudo del Partito democratico? Il Movimento 5 Stelle non voterà mai contro norme di giustizia“. Beppe Grillo, come di consueto, ha replicato affidandosi alla sua ironia sferzante. “Dai Pd, siate sinceri. Diteci il perché – ha scritto sul blog -. Se ce lo dite, noi ci ritiriamo, e vi fate una leggina con lo psico-nano, con Dudu. Vi fate una bella leggina, democratica, meravigliosa, e fate quello che volete, coi vostri franchi, genuini e liberi tiratori. Ma dai, PD. Far saltare tutto per il Trentino Alto Adige. Ma potevate dircelo, vi davamo anche la Val d’Aosta”. “Sarebbe stata una legge perfetta. Bella. E voi avreste goduto, anche. Ma siete masochisti, lo so”.

Pompiere

Silvio Berlusconi, da parte sua, ha provato a calmare gli animi. “L’incidente di oggi in aula, su un emendamento non condiviso dal quale Forza Italia ha preso immediatamente le distanze, non è una buona ragione per accantonare uno sforzo generoso – spiega -. Sta ora alle forze politiche dalle quali quell’accordo era nato, prima di tutto il Pd, continuare sulla sola strada che consente elezioni rapide con una legge elettorale adeguata. Se il partito di Renzi non lo facesse, prendendo a pretesto un incidente d’aula, si assumerebbe una grave responsabilità“. Il testo, nel frattempo, è tornato in commissione.

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