Udienza: “Cristiani, ebrei e musulmani preghino insieme per la pace in Medio Oriente” E’ l’appello Di Papa Francesco all’udienza generale di questa mattina in Piazza San Pietro ricordando l’iniziativa “Un minuto per la pace”

431
cristiani

Cristiani, ebrei e musulmani preghino per la pace in Medio Oriente. E’ l’appello Di Papa Francesco all’udienza generale di questa mattina in Piazza San Pietro ricordando l’iniziativa “Un minuto per la pace”.

Pace in Medio Oriente

Il Pontefice prende spunto proprio dall’iniziativa per esortare tutti i credenti a pregare per la riconciliazione in Medio Oriente, dicendo: “Domani, alle ore 13, si rinnova in diversi Paesi l’iniziativa Un minuto per la pace, cioè un piccolo momento di preghiera nella ricorrenza dell’incontro in Vaticano tra me, il compianto presidente israeliano Peres e il presidente palestinese Abbas. Nel nostro tempo c’è tanto bisogno di pregare – cristiani, ebrei e musulmani – per la pace”.

Il Papa ha incentrato la sua catechesi del mercoledì sul “Padre Nostro”, la “preghiera cristiana per eccellenza”, quella insegnata da Gesù ai suoi discepoli e con loro a tutti noi. “Tutto il mistero della preghiera cristiana – ha osservato Papa Francesco – si riassume qui, in questa parola: avere il coraggio di chiamare Dio con il nome di Padre”. Lo afferma anche la liturgia “quando, invitandoci alla recita comunitaria della preghiera di Gesù, utilizza l’espressione ‘osiamo dire’. Infatti, chiamare Dio col nome di ‘Padre’ non è per nulla un fatto scontato. Saremmo portati ad usare i titoli più elevati, che ci sembrano più rispettosi della sua trascendenza. Invece, invocarlo come ‘Padre’ ci pone in una relazione di confidenza con Lui, come un bambino che si rivolge al suo papà, sapendo di essere amato e curato da lui. Questa è la grande rivoluzione che il cristianesimo imprime nella psicologia religiosa dell’uomo”.

La parabola del Padre misericordioso

“Il mistero di Dio, che sempre ci affascina e ci fa sentire piccoli”, ha proseguito Bergoglio, “non fa più paura, non ci schiaccia, non ci angoscia. Questa è una rivoluzione difficile da accogliere nel nostro animo umano”. Il Papa ha quindi richiamato la “parabola del padre misericordioso”: “Gesù racconta di un padre che sa essere solo amore per i suoi figli. Un padre che non punisce il figlio per la sua arroganza e che è capace perfino di affidargli la sua parte di eredità e lasciarlo andar via di casa”.

“Dio è Padre, dice Gesù, ma non alla maniera umana, perché non c’è nessun padre in questo mondo che si comporterebbe come il protagonista di questa parabola. Dio è Padre alla sua maniera: buono, indifeso davanti al libero arbitrio dell’uomo, capace solo di coniugare il verbo ‘amare’. Quando il figlio ribelle, dopo aver sperperato tutto, ritorna finalmente alla casa natale, quel padre non applica criteri di giustizia umana, ma sente anzitutto il bisogno di perdonare, e con il suo abbraccio fa capire al figlio che in tutto quel lungo tempo di assenza gli è mancato, è dolorosamente mancato al suo amore di padre”.

“Che mistero insondabile è un Dio che nutre questo tipo di amore nei confronti dei suoi figli”, ha commentato Papa Francesco. Un padre al quale San Paolo si rivolge in modo intimo, nelle sue Lettere, “che qualcuno traduce papà, babbo”. “Dio non può essere Dio senza l’uomo: un grande mistero è questo”. Proprio questa certezza, ha detto, “è la sorgente della nostra speranza, che troviamo custodita in tutte le invocazioni del Padre nostro”.

Noi non siamo soli, abbiamo un Padre

Quando abbiamo bisogno di aiuto, Gesù non ci dice di rassegnarci e chiuderci in noi stessi, ma di rivolgerci al Padre e chiedere a Lui con fiducia. Tutte le nostre necessità, da quelle più evidenti e quotidiane, come il cibo, la salute, il lavoro, fino a quella di essere perdonati e sostenuti nelle tentazioni, non sono lo specchio della nostra solitudine: c’è invece un Padre che sempre ci guarda con amore, e che sicuramente non ci abbandona”.

Francesco ha infine invitato i fedeli a pregare il Padre pensando come Lui “che non può essere senza di noi, e che in questo momento ci sta guardando”. Al momento dei saluti, il Papa ha rivolto un pensiero particolare ai giovani atleti del Pellegrinaggio Marcerata-Loreto e ha benedetto la “fiaccola della pace”. La 39esima edizione della marcia prenderà il via il prossimo 10 giugno alle ore 20.30, con partenza dallo stadio Helvia Recina di Macerata.

Photo by L’Osservatore Romano

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS