“ALL’ASTA LA MIA VERGINITÀ”

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verginità

Gradevoli donzelle mettono sul mercato la propria verginità. Non accade in epoche considerate retrive, nemmeno all’ombra dell’harem di qualche Paese oscurantista. Si tratta piuttosto dell’ultima frontiera dell’emancipazione femminile. È stata raggiunta nella civile e progredita Germania, dove un’agenzia dal fiabesco nome “Cinderella Escorts” ha creato una sorta di registro delle imprese per giovani desiderose di vendere la loro illibatezza a chi offre di più.

Una scelta che in tanti considerano riprovevole, ma che le dirette interessate e l’agenzia internet difendono sotto il vessillo dell’autodeterminazione del gentil sesso. Con disinvoltura ne parla la diciottenne austro-tedesca Kim, la quale afferma di essersi messa in vendita per finanziare gli studi, l’acquisto di un appartamento e di un’automobile.

Giro d’affari

L’asta per appropriarsi del suo viso aggraziato e delle sue forme appena accennate parte da una base di centomila euro, di cui il venti percento finirà nelle tasche di chi gestisce l’agenzia. Il giro d’affari si profila dunque molto robusto. È per questo che “Cinderella Escorts” ci tiene ad ostentare un profilo altamente professionale.

“Prodotto” garantito

L’agenzia annuncia infatti che la verginità delle giovani è garantita da un certificato medico. Le fanciulle vengono inoltre sottoposte a un incontro con uno psicologo per valutare il loro grado di consapevolezza. La giovane Kim ha confidato a giornali locali di essersi ispirata ad Aleexandra Khefren, diciottenne modella rumena che nel 2015 ha venduto la verginità a un imprenditore di Hong Kong per oltre due milioni di euro.

La scelta

La vicenda ebbe una vasta eco, non fosse altro che per l’esibizionismo della giovane, andata a difendere la sua scelta in tv davanti a milioni di spettatori. “Ho voluto vendere la mia verginità attraverso ‘Cinderella Escorts’ piuttosto che darla ad un amico che potrebbe lasciarmi in ogni caso”, ha detto. Del resto – ha proseguito – “quante donne in retrospettiva sarebbero disposte a rinunciare alla loro prima volta in cambio di un’offerta di circa due milioni e trecentomila euro?”.

Il ruolo dei mass media

Nel corso della trasmissione televisiva britannica “This Morning“, la modella ha ammesso che l’idea le è venuta guardando il film “Proposta indecente“. Attraverso lo stesso tubo catodico, quindi, ha dimostrato che ogni messaggio veicolato dai media di massa produce un effetto. Presso le giovani generazioni i mezzi di comunicazione creano dei modelli, affossano il pudore e sdoganano costumi potenzialmente molto dannosi.

Sfida alla famiglia

Il primo danno, il più immediato, la scelta di Aleexandra l’ha provocato all’interno della sua stessa famiglia. Il tentativo di tenere all’oscuro i genitori è durato poco tempo. Suo padre e sua madre sono trasecolati dopo aver scoperto il piano della figlia. Ma a nulla sono servite le loro strategie dissuasive. Nonostante la minaccia di disconoscerla, il padre non è riuscito a farle fare marcia indietro.

Davanti alle telecamere la giovane rumena ha rifiutato categoricamente di considerarsi una prostituta. “Io non diventerò una squillo – ha detto -. Questa è stata un’occasione ed io l’ho presa”. E qui si profila il paradosso. Al pari della disinvoltura con cui difendono il loro diritto di fare del proprio corpo ciò che vogliono, queste poco più che bambine mantengono una certa repulsione nei confronti dello stigma della meretrice.

Questa insofferenza verso il ruolo che hanno deciso di svolgere testimonia che loro stesse, al di là del frasario femminista con cui si riempiono la bocca, sono consapevoli che il corpo vale più di un prodotto di cui disporre per far soldi.

L’agenzia

Brama di denaro che muove chi sta dietro al sito “Cinderella Escorts”. Anche lui è un giovane, un ventiseienne di Dortmund, in Germania, che vive ancora nel seminterrato con sua madre, ignara dell’attività del figlio.

Al Daily Mail, dopo aver sottolineato che in Germania la prostituzione è legale, ha spiegato che prima di concludere un affare, l’agenzia avvia un iter scrupoloso, per constatare che l’offerente sia persona affidabile: “Abbiamo richieste da Cina, India, America, da tutto il mondo. È nostro compito verificare quali sono quelle sicure”.

Il gestore del sito di sesso a pagamento non ha poi mancato di ripetere il mantra della donna libera: “Nessuna di queste giovani fa qualcosa che non vuole fare. Tutte hanno una loro testa e un’opinione sul sesso”.

Tutto è in vendita

Ma è vera libertà? L’ammissione di Aleexandra sull’influenza esercitata su di lei da una pellicola cinematografica non lascia adito a dubbi: a reggere il vessillo dell’emancipazione femminile sono il potere mediatico e la sua logica mercantilistica. Tutto è in vendita: persino il corpo e la purezza di una fanciulla.

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3 COMMENTS

  1. Sembrate dei guardoni con questa prurigine che vi fa parlare troppo spesso di sesso e affini camuffando il tutto con articoli pseudo impegnati.

    • Qua non ci trovo nessuna prurigine e l’articolo non è pseudo impegnato. Forse non ti rendi conto che, al di là dei valori morali o religiosi in materia di sesso, sta passando l’idea che tutto sia commerciabile, che l’atteggiamento vincente sia quellol di trovare il modo di far soldi, e tanti, nel più breve tempo possibile.
      Trovo che soprattutto da questo concetto che queste ragazze non siano libere. E di “pruriginoso” ci trovo molto poco

  2. Ma cosa sono 2 o forse anche 3 milioni di euro, in confronto ad una persona disposta a giocarsi tutta la vita insieme a te? Disposta a sopportare i tuoi parenti, a sopportare i tuoi inevitabili difetti, a far si che i tuoi probabili futuri problemi di salute e lavoro diventino anche suo problemi?

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