Usa, Trump ricorre alla Corte Suprema per reintrodurre il “Muslim ban” Trump ha già ricevuto una doppia sconfitta dalla magistratura perché anche la prima versione del "muslim ban" (che riguardava pure l'Iraq e il blocco a tempo indefinito per i rifugiati siriani) era stata bloccata

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Un nuovo capitolo si apre sulla controversa e intricata questione dell’immigrazione negli Stati Uniti. Dopo aver visto bocciato – per ben due volte – il decreto per limitare gli ingressi negli Stati Uniti dai Paesi a maggioranza musulmana, il presidente Donald Trump è ricorso alla Corte Suprema per reintrodurre il “Muslim ban“.

Il ricorso

“Abbiamo chiesto alla Corte Suprema di occuparsi di questo caso – si legge nella nota del Dipartimento di Giustizia che ha presentato il ricorso – e siamo fiduciosi che il decreto del presidente Trump venga considerato ben all’interno dei suoi poteri legali per rendere il Paese più sicuro e proteggere le nostre comunità dal terrorismo“. Argomentazioni che sono state sostenute anche dal portavoce del Guardasigilli, Sarah Flores, che ha sottolineato la necessità di non far entrare negli Usa “persone da altri Paesi che sponsorizzano o proteggono il terrorismo finché non saranno possibili controlli adeguati e finché questi Paesi non rappresenteranno più una minaccia alla sicurezza degli Stati Uniti”. Per Trump è il primo ricorso ai nove giudici della più alta Corte americana, dove ha nominato il conservatore Neil Gorsuch per riempire il seggio vacante per la morte di Antonin Scalia. Il bando riguarda la concessione di visti per gli ingressi da Somalia, Iran, Sudan, Libia, Yemen, Siria, e il blocco temporaneo di tutti i rifugiati. Trump ha già ricevuto una doppia sconfitta dalla magistratura perché anche la prima versione del “muslim ban” (che riguardava pure l’Iraq e il blocco a tempo indefinito per i rifugiati siriani) era stata bloccata.

 

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