Legge elettorale: asse Pd-M5s-Fi per il modello tedesco, voto a settembre Renzi apre a un sistema proporzionale con sbarramento al 5%. Ok di azzurri e pentastellati. Ma Grillo avverte: "Niente compromessi"

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Entra nel vivo il dibattito sulla legge elettoraleMatteo Renzi ha scoperto le carte e ha dichiarato di ritenere possibile un accordo con Forza Italia e M5s su un modello proporzionale, che abbia però una soglia di sbarramento al 5%. Gli azzurri hanno fatto già sapere di essere della partita, mentre gli elettori grillini hanno suggellato l’ok al modello tedesco. Niente “compromessi” e niente “mercato delle vacche”,ha avvertito però Beppe Grillo pubblicando il verdetto online: gli elettori devono poter scegliere di essere governati dal M5s o dall’asse Pd-Fi. E il sistema che meglio garantisce la trasparenza è appunto il tedesco (con soglia al 5% e correttivi di governabilità).

Il leader pentastellato ha ripreso così spazio su una scena che altrimenti rischiava di essere interamente occupata dal segretario Pd e dal Cavaliere e avvicina un’intesa, che se confermata nelle aule parlamentari, potrebbe accelerare la fine della Legislatura portando il Paese alle urne in autunno, come testimoniano le fibrillazioni che sono già emerse in occasione dell’esame dei nuovi “voucher”. Calendario alla mano, Grillo ha fissato anche una data per le elezioni: il 10 settembre, prima che deputati e senatori possano incassare “la pensione da privilegiati“.

Matteo Renzi ci ha tenuto a sottolineare come la scelta di sostenere un sistema proporzionale non sia mai stata la prima opzione ma anche come sia stato il Capo dello Sato a chiedere alle forze politiche di trovare un accordo sulla legge elettorale: i Democratici quindi – è stata la replica – mantengono un impegno verso il Colle, considerato vincolante. E ha ragionato, cercando di rassicurare gli interlocutori, nel caso di elezioni anticipate a settembre non ci sarebbe da temere per la solidità dei conti pubblici: la manovra economica, che è all’esame del Parlamento fra ottobre e dicembre, potrà essere approvata – ha detto Renzi – dal nuovo Esecutivo. Certo, ha ammesso, ci vuole prudenza e, guardando al dopo voto, ha spiegato come nessuno scenario sia da escludere, larghe intese comprese.

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