L’abbraccio del Papa ai piccoli pazienti dell’ospedale “Gaslini” di Genova Il Pontefice: "Non trovo una risposta alla sofferenza dei bambini"

221
piccoli

Nel pomeriggio, dopo aver pranzato con i carcerati e i poveri nel Santuario della Madonna della Guardia, Papa Francesco si è diretto all’Ospedale pediatrico Gaslini di Genova, dove ha abbracciato i piccoli malati insieme ai loro familiari e ai medici, portando “la carezza di Gesù“, come aveva detto alcuni giorni fa in collegamento telefonico con i bambini attraverso una radio parrocchiale. Come riporta Radio Vaticana, Francesco, accolto gioiosamente al suo arrivo, ha visitato i vari reparti, tra cui quello di rianimazione. Ha detto poche cose, parlando soprattutto con gli occhi e incoraggiando con i suoi abbracci. Quindi, nel piazzale antistante l’Ospedale ha rivolto un saluto al personale medico e amministrativo. “Nella mia visita a Genova – ha detto – non poteva mancare una tappa in questo Ospedale dove si curano i bambini. Perché la sofferenza dei bambini è certamente la più dura da accettare; e allora il Signore mi chiama a stare, anche se brevemente, vicino a questi bambini e ragazzi e ai loro familiari”.

Perchè soffrono i bambini?

A braccio ha detto: “Tante volte mi faccio e mi rifaccio la domanda: perché soffrono i bambini? E non trovo spiegazione. Solo guardo il Crocifisso e mi fermo lì”. Il Papa saluta quanti lavorano “in questa rinomata struttura, che da ottant’anni si dedica con passione e competenza alla cura e all’assistenza dell’infanzia, con il supporto importante della ricerca. Esprimo apprezzamento ai responsabili dell’Ospedale, a partire dal Presidente della Fondazione, l’Arcivescovo di Genova, ai medici, al personale paramedico, a tutti i collaboratori nelle varie specializzazioni, come pure ai Frati Minori Cappuccini e a tutti coloro che assistono e aiutano i bambini degenti con amore e dedizione. Loro infatti hanno bisogno anche dei vostri gesti di amicizia, della vostra comprensione, del vostro affetto e sostegno paterno e materno“.

Servire i malati è servire Gesù

“Questo Istituto – ha detto – è sorto come atto d’amore del Senatore Gerolamo Gaslini. Egli, per onorare la figlia morta in tenera età, lo fondò spogliandosi di tutti i suoi beni: società, stabilimenti, immobili, soldi e persino della sua abitazione. Pertanto questo Ospedale, conosciuto e apprezzato in Italia e nel mondo, ha un ruolo speciale: continuare ad essere simbolo di generosità e di solidarietà. Nell’atto di fondazione dell’Ospedale, il Gaslini stabilì: ‘E’ mia ferma volontà che questo Istituto abbia come base e guida la fede cattolica che fermenti ogni attività e conforti ogni dolore’. Noi sappiamo che la fede opera soprattutto attraverso la carità e senza di questa è morta. Perciò incoraggio tutti voi a svolgere la vostra delicata opera spinti dalla carità, pensando spesso al ‘buon samaritano’ del Vangelo: attenti alle necessità dei vostri piccoli pazienti, chinandovi con tenerezza sulle loro fragilità, e vedendo in loro il Signore. Chi serve i malati con amore serve Gesù che ci apre il Regno dei cieli”.

Una struttura fedele alla sua missione

Infine, il Papa auspica che “questo Ospedale, fedele alla sua missione, possa continuare la sua apprezzata opera di cura e di ricerca mediante l’apporto e il contributo generoso e disinteressato di tutte le categorie e a tutti i livelli. Da parte mia, vi accompagno con la preghiera e la benedizione del Signore, che di cuore invoco su di voi, su tutti i pazienti e i loro familiari”. Al termine della visita, il Papa ha scritto sul Libro d’onore dell’Ospedale queste parole: “A tutti coloro che lavorano in questo Ospedale, dove il dolore trova tenerezza, amore e guarigione, ringrazio di cuore il loro lavoro, la loro umanità, le loro carezze a tanti bambini che, da piccoli, portano la croce. Con ammirazione e gratitudine. E, per favore, non dimenticateVi di pregare per me”.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS