G7, il comunicato finale: clima, diritti dei migranti e difesa dei confini Concluso il Vertice di Taormina, luci e ombre di un meeting segnato dal "No" di Trump sul clima

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Si è concluso il Vertice del G7 a Taormina, una “due giorni” che ha visto i grandi del mondo confrontarsi sulle emergenze globali del momento, dal terrorismo all’immigrazione, dal protezionismo economico all’emergenza clima. Proprio sullo spinoso tema dei cambiamenti climatici e della salvaguardia del creato, i dialoghi dei leader mondiali sono stati svolti a porte chiuse, sulla base degli impegni presi due anni fa a Parigi.

Il comunicato finale: clima, migrazioni e libero scambio

Gli Usa – si legge nella dichiarazione finale del G7 – sono nel processo di revisione delle loro politiche sul cambiamento climatico e sull’accordo di Parigi e non sono nelle condizioni di unirsi agli altri partner su questo. Prendendone atto, i leader di Canada, Italia, Francia, Germania, Gb, Giappone” e i rappresentanti Ue “riaffermano il loro forte impegno per una rapida applicazione dell’accordo di Parigi”.

Migranti

La gestione dei flussi migratori richiede “sforzi coordinati a livello nazionale e internazionale”, si legge ancora nel comunicato finale: “pur sostenendo i diritti umani di tutti i migranti e rifugiati, riaffermiamo i diritti sovrani degli Stati, individualmente e collettivamente, a controllare i propri confini e stabilire politiche nell’interesse nazionale e per la sicurezza”.

Libero mercato

“Confermiamo il nostro impegno a mantenere aperti i nostri mercati e a combattere il protezionismo” e siamo contro “tutte le pratiche scorrette del commercio”, scrivono i leader del G7 nel comunicato finale del Vertice.

I Paesi africani

La sicurezza, stabilità e sostenibilità dei Paesi africani rappresenta per noi un’alta priorità: lo affermano i Paesi del G7 nella loro dichiarazione finale, che considerano il piano di investimenti esterno dell’Unione europea “un importante strumento per spingere gli investimenti nel Continente”.

Parità di genere

Sulla parità di genere è stata adottata “una road map, che sarà ripresa e rilanciata qui per la prima volta dal G7 per i diritti delle donne”; i leader hanno aggiunto che a raccogliere il testimone sarà poi la prossima presidenza del G7 che si svolgerà in Canada.

Russia e Ucraina

In merito allo spinoso tema all’ordine del giorno sulla crisi Russai-Ucraina, nel dossier finale si legge che i Sette Grandi si impegnano a prendere “ulteriori azioni” nei confronti della Russia se Mosca non dovesse rispettare in futuro gli accordi di Minsk.

Leggendo tra le righe del comunicato finale, emerge l’impossibilità di giungere ad una posizione comune e condivisa su tutti gli argomenti principali, a partire dalle migrazioni. Un “nulla di fatto”, in pratica, dovuto soprattutto alla posizione del presidente Usa Donald Trump sul clima, scelta controcorrente che rischia di bruciare l’accordo faticosamente raggiunto dalla comunità internazionale a Parigi.

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