Mosul Est verso la normalità: l’università cittadina riapre le porte agli studenti I quartieri orientali della metropoli irachena sono stati liberati lo scorso gennaio. Sedicimila giovani tornano nell'Ateneo

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Mentre nei quartieri occidentali le truppe governative sono ancora impegnate in aspri combattimenti per sconfiggere le ultime sacche di resistenza dell’Isis, Mosul Est prova a tornare alla normalità. E lo fa riaprendo le porte della sua università.

Migliaia di studenti iracheni sono tornati nelle aule dell’Ateneo, che ha ripreso in questi giorni l’attività dopo essere stata strappata al Califfato con il resto della parte orientale della città lo scorso gennaio. Il rettore, Obai Saaed al Dewaji, ha detto che 16.000 studenti hanno potuto fare rientro nell’università, dopo che le forze congiunte governative hanno completato le operazioni per la rimozione di cariche esplosive lasciate dai jihadisti al momento della ritirata e sono state compiuti i primi interventi di riparazione dei locali.

Durante l’occupazione del Daesh, cominciata nell’estate del 2014, la maggior parte degli studenti aveva continuato a frequentare le lezioni in una sede provvisoria nella cittadina di Bartella. L’intera parte est di Mosul, dove è situata l’università, è stata dichiarata liberata dalle forze dell’Isis quattro mesi fa, dopo un’offensiva lanciata nell’ottobre precedente.

I combattimenti continuano invece nella parte della città sulla sponda occidentale del fiume Tigri, dove i jihadisti del sedicente Stato islamico sono ancora trincerati nella Città vecchia. La nuova offensiva è scattata a febbraio dopo alcuni mesi di stallo. Le milizie jihadiste hanno ingaggiato con i rivali una vera e propria guerriglia, casa per casa, strada per strada. Il sostegno dei raid della coalizione a guida Usa è limitato in quanto l’Isis sta continuando a farsi scudo dei civili rimasti intrappolati in città. Il rischio di provocare nuove vittime tra la popolazione inerme frena le operazioni aeree e aumenta lo sforzo delle truppe di terra, stremate dopo oltre 6 mesi di guerra. Ciò determina lunghe fasi di stallo, durante le quali il Daesh può consolidare le proprie posizioni. Ma le milizie nere, indebolite anche dalle frequenti diserzioni, sanno di non poter resistere a lungo.

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