Austria: aperta a Innsbruck una casa protetta per le schiave del sesso La gestione affidata dall’associazione “Solwodi – Solidarietà con le donne in difficoltà”, fondata nel 1985 dalla suora tedesca Lea Ackermann

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Ha aperto le porte a Innsbruck (Austria) la prima casa protetta e segreta per donne liberate dal racket della prostituzione. La struttura ha iniziato ufficialmente l’attività di accoglienza ieri, dopo un periodo di prova; al momento, ospita cinque ragazze fatte uscire dalla strada con i loro bambini.

La missione di Lea Ackermann

La casa è gestita dall’associazione “Solwodi – Solidarietà con le donne in difficoltà”, fondata nel 1985 dalla suora tedesca Lea Ackermann; la religiosa, durante la missione in Kenya negli anni ’80, entrò in contato con il dramma della prostituzione coatta incontrando ex prostitute sfuggite al racket del traffico di esseri umani. Da quel momento, scelse di dedicare la propria vita ad aiutare queste giovani vittime, molte delle quali neppure maggiorenni.

Austria paese di transito e destinazione

“Migliaia di donne – soprattutto straniere – vengono portate in Austria per lavorare come prostitute e sono spesso vittime della tratta – sottolinea suor Patricia Erber, salvatoriana presidente di Solwodi Austria – e purtroppo l’identificazione delle vittime è difficile, e ancora di più il perseguimento dei colpevoli”. L’Austria, oltre che paese di destinazione, lo è anche di transito verso la Germania (dove la prostituzione è legalizzata) e verso l’Italia.

Al Sir, Suor Erber spiega il ruolo delle religiose, affiancate da assistenti sociali e psicoterapeuti, nella missione: “Siamo chiamate a guardare la realtà e non distogliere lo sguardo dalle situazioni di sfruttamento di donne e ragazze vittime di violenza e tenute in una sorta di prigionia”, conclude.

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