Venezuela, l’appello alla pace del Card. Urosa: “Fermare la repressione” "Alla base della situazione attuale e conflittuale, c'è la mancanza di adempimento dei comandamenti"

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“La Giornata di preghiera per la pace in Venezuela, svoltasi in tutte le diocesi del paese il 21 maggio, è stata indetta per chiedere al Signore con insistenza la soluzione del problema politico ed economico, la cessazione della violenza, la fine della repressione del popolo nelle manifestazioni, il rispetto dei diritti umani, in particolare verso i detenuti politici, la validità dei valori democratici, la riconciliazione e la pace”. Lo ha ricordato il Cardinale Jorge Urosa Savino, Arcivescovo di Caracas, in un testo pervenuto oggi all’agenzia Fides.

“La pace è l’unica via”

Nel suo discorso rivolto ai fedeli venezuelani, il Cardinale ha riproposto l’invito alla pace: “Questa è l’unica via, il cammino cristiano per la pace. L’osservanza dei comandamenti: amare Dio sopra ogni cosa e il nostro prossimo come noi stessi. Alla base della situazione attuale e conflittuale, caratterizzata da grave crisi sociale, economica e politica, c’è proprio la mancanza di adempimento dei comandamenti: la ricerca del profitto, la brama di potere, l’arroganza, l’egoismo, la corruzione, il crimine, infine, tutta una serie di problemi che non voglio ripetere”.

Repressione violenta

L’Arcivescovo di Caracas ha poi spiegato: “I membri delle Forze Armate e della Polizia devono essere fautori e garanti del rispetto della Costituzione e, per vocazione, devono garantire, prima di tutto, la pace e la sana convivenza del popolo venezuelano al quale essi appartengono. Facciamo appello alla coscienza di quelli che comandano queste forze, dinanzi ai numerosi decessi di cittadini causati da abuso di autorità in azioni repressive. La responsabilità morale per gli atti che portano alla violenza, feriti e morti è di coloro che li attuano, così come di quelli che li hanno ordinati o consentiti”.

Sono almeno 60 le vittime delle proteste anti Maduro, in corso da aprile. Intanto, un secondo magistrato della Corte suprema ha respinto il progetto di una Assemblea Costituente presentato dal presidente. Sono contrari, secondo un sondaggio, anche il 73% dei venezuelani.

Il Beato Romero

“Nel nostro paese – ha concluso il cardinale – acquisisce attualità il pronunciamento del martire d’America, il Beato Oscar Romero: ‘Nel nome di Dio e di questo popolo sofferente, vi prego, vi supplico, vi ordino di fermare la repressione“.

Il beato Óscar Arnulfo Romero y Galdámez (Ciudad Barrios, 15 agosto 1917 – San Salvador, 24 marzo 1980) è stato un arcivescovo cattolico salvadoregno e arcivescovo di San Salvador. A causa del suo impegno nel denunciare le violenze della dittatura militare del suo paese, fu ucciso da un cecchino degli squadroni della morte mentre stava celebrando la messa nella cappella di un ospedale.

E’ stato elevato alla gloria degli altari, come beato, in una solenne celebrazione in San Salvador, il 23 maggio 2015 da Papa Francesco. La sua festa è stata fissata al 24 marzo, giorno della sua uccisione; la stessa giornata è stata proclamata dalle Nazioni Unite giornata internazionale per il diritto alla verità sulle gravi violazioni dei diritti umani e per la dignità delle vittime.

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