Bahrein: nuove proteste dopo la condanna di Isa Qassim, uccisi 5 manifestanti Sciiti in rivolta per la sentenza emessa nei confronti del loro leader spirituale. La polizia apre il fuoco sulla folla

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Proseguono i disordini in Bahrein. Cinque sciiti sono stati uccisi dalla polizia durante le manifestazioni di protesta a Diraz contro la condanna inflitta nei giorni scorsi al leader spirituale Isa Qassim. Lo ha riferito il ministero degli Interni di Manama, riporta PressTv, annunciando che 280 persone sono finite in manette.

Gli arresti sarebbero avvenuti nella residenza di Qassim, dove alcuni dimostranti si erano rifugiati. Non è ancora chiaro se lo stesso religioso sia tra le persone fermate.

Nelle scorse ore il ministero dell’Interno del Bahrein aveva annunciato “un intervento della polizia nel villaggio di Diraz per preservare la sicurezza e l’ordine civile, poiché la città è un rifugio sicuro per i fuggiaschi“.

Le proteste degli sciiti, che in Bahrein (a guida sunnita) costituiscono la maggioranza della popolazione, hanno fatto seguito alla condanna a un anno di reclusione, con sospensione condizionale, emessa domenica scorsa da un tribunale nei confronti di Qassim, al quale sono stati sequestrati tutti i beni. Nel giugno 2016 le autorità di Manama avevano annunciato la revoca della cittadinanza a Qassim, accusandolo poi di vari reati tra i quali raccolte illegali di fondi, riciclaggio di denaro e aiuto al terrorismo.

La sentenza, inizialmente prevista per il 14 marzo, era stata rinviata al 7 maggio e quindi ad oggi. Nelle settimane precedenti alla sentenza, centinaia di persone si erano riversate nelle strade di Diraz, vicino alla casa dello Sceicco, per esprimere sostegno al leader. Anche oggi i sostenitori hanno invitato i manifestanti a riunirsi nelle moschee sciite del Paese.

Quella di Qassim non è l’unica condanna emessa nelle ultime settimane nei confronti di sciiti. Decine di persone, oltre a vedersi revocata la cittadinanza, dovranno scontare fino a 15 anni di detenzione per violenze contro agenti di polizia e per aver partecipato ad attività considerate di stampo terroristico.

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