Nuoto, problemi al cuore per Kyle Chalmers: il campione olimpico rinuncia ai Mondiali di Budapest L'australiano, oro a Rio nei 100 metri stile libero, dovrà operarsi a causa di una tachicardia sopraventricolare: "Una decisione sofferta ma necessaria"

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Kyle Chalmers

Niente mondiali per Kyle Chalmers. Il nuotatore australiano, campione olimpico in carica nei 100 metri stile libero, rinuncia alla rassegna iridata di Budapest, in programma dal 14 al 30 luglio prossimi, a causa del riacutizzarsi di un problema cardiaco. La decisione, presa dopo diversi consulti con il suo staff medico, è stata definita “sofferta ma necessaria”, essendo previsto un intervento chirurgico nel quale si tenterà di risolvere la tachicardia sopraventricolare che affligge l’atleta 18enne di Port Lincoln: “Ho già subito un intervento in passato – ha spiegato – ma sfortunatamente non ha funzionato. In allenamento e in gara i battiti aumentano in modo anomalo”. Una rinuncia che peserà non poco sul parterre dei protagonisti che, con il suo forfait, perde uno degli atleti più quotati.

Chalmers, obiettivo Gold Coast

L’allenatore della nazionale australiana, Jacco Verhaeren, ha spiegato che “siamo all’inizio di un nuovo quadriennio olimpico abbiamo bisogno che i nostri atleti top si preservino. E poi la salute è la priorità per tutti. Kyle ha il nostro totale supporto e sappiamo che sta facendo la cosa giusta”. Chalmers ha posto come ulteriore motivazione la volontà di partecipare ai prossimi Giochi del Commonwealth che si svolgeranno proprio nel suo Paese, a Gold Coast, nel 2018. A breve, la federazione dell’Australia annuncerà il suo sostituto, convogliando al contempo le speranze degli isolani nei 100 su Cameron McEvoy, bronzo con la sua squadra nella 4×100 stile e nella 4×100 misti a Rio 2016, argento nei 100 stile a Kazan 2015, preceduto dal cinese Ning Zetao, anch’egli annunciato assente a Budapest (con conseguente titolo iridato lasciato vacante). L’atleta asiatico è stato escluso dalla sua nazionale già a ottobre, per aver disatteso le norme comportamentali durante le Olimpiadi brasiliane. D’altronde, quella di Rio non è la prima polemica ad accompagnare il giovane nuotatore cinese, già squalificato per un anno nel 2011 poiché trovato positivo al clenbuterolo dopo un test antidoping. All’epoca aveva appena 18 anni.

Il forfait di Magnussen

A novembre, Chalmers aveva già dovuto rinunciare alla finale dei campionati australiani in vasca corta, abbandonando anche il proposito di partecipare ai mondiali di Windsor del dicembre scorso: “Dati i sintomi non avrei proprio potuto fare diversamente”. L’assenza del campione olimpico va ad aggiungersi a quella del connazionale, nonché ex bicampione mondiale sui 100 (Shanghai 2011 e Barcellona 2013), James Magnussen, chiamatosi fuori già a febbraio scorso mettendo nel mirino i Giochi del Commonwealth del prossimo anno.

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