Seul chiede aiuto al Papa per la riconciliazione e la pace nella penisola coreana Nel frattempo, nuove tensioni si sono registrate sulla penisola coreana. Infatti, la Corea del Sud ha sparato dei "colpi di avvertimento" lungo il confine con il Nord, in seguito all'arrivo "di un oggetto non meglio identificato"

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Dopo il ruolo svolto nel disgelo tra Usa e Cuba, ancora una volta a Papa Francesco viene chiesto di essere mediatore per portare la pace tra due Stati. Questa volta a chiedere il suo intervento e aiuto è la Corea del Sud.

Un “inviato speciale” in Vaticano

A vestire i panni dell’inviato speciale in Vaticano, è l’arcivescovo Kim Hee Joong, capo dell’associazione dei vescovi di Seul. A lui, il neo eletto presidente sud coreano Moon Jae-in ha affidato una lettera da consegnare al Papa. Secondo le prime indiscrezioni riportate dal quotidiano JoongAng Ilbo, nella sua lettera Moon chiedeva aiuto al Pontefice nell’organizzazione di un vertice con la Corea del Nord. Notizia prontamente smentita dall’ufficio della Presidenza di Seul. “L’Arcivescovo Kim è previsto consegni una lettera personale del presidente al Papa. Ad ogni modo, la lettera non contiene la richiesta al Papa di mediare un summit tra Nord e Sud – ha affermato il portavoce Park Soo-hyun in un comunicato -. Il presidente ha invece soltanto chiesto al Pontefice di pregare per la pace e la riconciliazione tra le due Coree“. L’arcivescovo Kim dovrebbe incontrare Papa Francesco tra oggi e domani come “inviato speciale” di Moon che, tra l’altro è il secondo inquilino della Blue House – residenza ufficiale della Presidenza sudcoreana – ad essere di fede cattolica dopo Kim Dae-jung, avendo anche il nome di battesimo di “Timothy”.

Nuova tensione tra le due Coree

Nel frattempo, nuove tensioni si sono registrate sulla penisola coreana. Infatti, la Corea del Sud ha sparato dei “colpi di avvertimento” lungo il confine con il Nord, in seguito all’arrivo “di un oggetto non meglio identificato”. A riferirlo è l’agenzia Yonhap, che ha citato i militari di Seul. Gli spari partiti dal versante sud del confine, sarebbero stati la risposta al lancio di un “proiettile” dalla parte nord. I militari di Seul, secondo quanto dichiarato da una fonte militare, hanno sparato “non meno di 90 colpi”. Secondo quanto riportato dal sito di lingua inglese Korea Herald, i militari hanno intercettato l’oggetto mentre attraversava la linea di demarcazione a sud della provincia di Gangwon, intorno alle quattro del pomeriggio, ora locale.

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