Rai: il cda boccia il piano news proposto dal dg Campo Dall’Orto Favorevole solo il consigliere Guelfi. Messa lascia i lavori per protesta. Usigrai e Fnsi: "Tutti a casa"

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Il Consiglio di amministrazione della Rai ha bocciato il piano informazione Rai proposto dal direttore generale Antonio Campo Dall’Orto. Favorevole il consigliere Guelfo Guelfi, Fortis e Freccero si sono astenuti. Contrari tutti gli altri.

Nel corso della riunione il consigliere Paolo Messa ha abbandonato i lavori del cda perché, secondo quanto espresso nel corso della riunione, sarebbero venute meno le condizioni per il rapporto di fiducia con Campo Dall’Orto. La decisione sarebbe avvenuta dopo aver trattato il caso Anac e in seguito ad una relazione del collegio sindacale su questo tema.

Il consiglio di amministrazione di viale Mazzini ha invece approvato i piani di produzione e trasmissione 2017 per i canali generalisti e specializzati. Il via libera è avvenuto con voto unanime, a dimostrazione della volontà di evitare la paralisi aziendale. Ora la discussione va avanti – riporta l’Ansa – su una bozza per risolvere il tema del tetto ai compensi degli artisti, passaggio fondamentale per l’approvazione dei palinsesti nelle prossime riunioni.

“È l’atto finale di un dg e di un cda inadatti al ruolo – commentano in un comunicato Federazione nazionale della stampa e Usigrai – Un vertice irresponsabile che antepone i propri conflitti di potere al bene della Rai servizio pubblico. Ventidue mesi senza un piano news è responsabilità di tutti. Nessuno escluso. Quindi tutti devono andare a casa”. A questo punto, continuano i sindacati nella nota, “è necessario un incontro urgente con l’azionista per rappresentare la situazione drammatica di una azienda senza guida. C’è l’urgenza, di cui l’azionista deve farsi carico, di assicurare al Servizio Pubblico un vertice stabile e capace di riforme affinché non si ripeta un disastro come quello di Alitalia. Anche per questa ragione assume ancora più importanza la mobilitazione di mercoledì 24 maggio promossa dalla Fnsi per richiamare governo e parlamento sulle emergenze del mondo dell’informazione“.

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