Omicidio di mafia a Palermo: freddato alla Zisa il boss Giuseppe Dainotti Il capoclan, condannato a 30 anni, è stato scarcerato nel 2014. I killer lo avrebbero affiancato mentre andava in bicicletta, sparando un colpo di pistola alla testa

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Torna a scorrere il sangue per le strade di Palermo, dove il boss Giuseppe Dainotti, 67 anni, è stato ucciso a colpi di pistola da ignoti sicari, probabilmente arrivati a bordo di un motorino. Il capoclan, condannato all’ergastolo ma scarcerato nel 2014, era in sella alla sua bicicletta in via D’Ossuna, strada del quartiere popolare della Zisa: secondo quanto riportato, l’uomo sarebbe stata affiancato dai killer e freddato con un colpo alla testa. Immediato l’allarme di alcuni residenti che, dopo aver udito le detonazioni, hanno allertato le Forze dell’ordine. Sul posto sono accorsi i sanitari del 118 che hanno constatato il decesso del boss e gli agenti della Polizia scientifica, assieme al pm

L’omicidio del boss

Non è ancora chiara l’identità degli assassini, ai quali è stata aperta la caccia, anche se, dopo la discussa scarcerazione di Dainotti tre anni fa, era stato registrato un nuovo fermento nel quartiere palermitano di Porta Nuova. Il 67enne era stato arrestato con l’accusa di omicidio (nello specifico del capitano dei carabinieri Emanuele Basile e dei carabinieri Bommarito e Morici, avvenuto nel 1983) ma rimase coinvolto anche nel colpo al Monte dei Pegni di Palermo nel 1991, ricevendo una condanna all’ergastolo, commutata in 30 anni grazie alla Legge Carotti. L’omicidio del boss, avvenuto all’incirca alle 7.30 del mattino, è stato eseguito alla vigilia del 25esimo anniversario della strage di Capaci, nella quale trovarono la morte il giudice Giovanni Falcone, sua moglie e tre agenti di scorta. Stando a quanto riportato, già all’indomani del suo rilascio circolavano voci negli ambienti mafiosi sulla sua possibile esecuzione.

In aggiornamento

 

Foto: Il giornale di Sicilia

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