Siria, raid Usa contro le forze governative, Mosca protesta: “Inaccettabile” Colpite alcune truppe nella regione di Tanf. damasco: "Uccisi molti soldati". Washigton: "Stavano avanzando in una zona di de-escalation"

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Proteste di Damasco per l’uccisione di “numerosi soldati” filo governativi nel corso del raid condotto dalla coalizione anti-Isis a guida americana vicino al valico frontaliero di Tanf, fra Siria e Giordania. Area nella quale gli Usa e le milizie ribelli loro alleate stanno cercando di stabilire una zona d’influenza. La televisione siriana non ha precisato il numero dei morti e dei feriti. Da parte sua, l’Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus), su posizioni anti-governative, ha affermato che gli uccisi sono stati 8, tutti appartenenti a milizie alleate del regime e “in maggior parte non siriani“. Secondo la stessa fonte, è stato bombardato un convoglio che trasportava forze governative e milizie loro alleate e almeno quattro veicoli sono stati distrutti.

Proteste anche da Mosca, con il vice ministro degli Esteri, Gennady Gatilov, che ha parlato di un raid “assolutamente inaccettabile” e che “viola la sovranità del Paese“. Il diplomatico ha sottolineato che l’attacco aereo della coalizione guidata dagli Stati Uniti sulle forze pro-governative in Siria del 18 maggio non ha nulla a che vedere con la guerra al terrore. “Ogni azione militare che porta al deterioramento della situazione in Siria ha un impatto sul processo politico”, ha spiegato Gatilov.

L’operazione è stata comunicata con una nota diffusa dalla coalizione anti-Isis. L’obiettivo era quello di scoraggiare l’avanzata delle forze filo-Assad all’interno di un’area di de-escalation, individuata nell’accordo di Astana fra Russia, Turchia e Iran.

L’attacco aereo è stato compiuto nel giorno in cui il Califfato ha compiuto l’ennesima strage di civili. Nella regione di Hama, stando ai media governativi, i jiahdisti avrebbero massacrato 52 persone inermi, tra cui donne e almeno 15 bambini, di età compresa fra i 3 e i 13 anni.

Alla luce di quanto avvenuto nel sud-est della Siria, sembra comunque evidente che il braccio di ferro regionale e internazionale per la spartizione della Siria in aree di influenza si stia spostando verso la zona sud-orientale, nella regione di Tanf al confine tra Iraq e Giordania, dove da mesi si concentrano milizie siriane sostenute e addestrate da militari americani, britannici e giordani.

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